Un accordo che guarda al futuro del patrimonio pubblico e alla sua migliore destinazione d’uso. La Città Metropolitana di Napoli e l’ARPAC, Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania, hanno concluso una significativa permuta immobiliare che unisce valorizzazione culturale, funzionalità operativa e risparmio economico. L’intesa, maturata nel corso di anni di confronto tra gli enti, prevede lo scambio tra due immobili di rilievo: da un lato l’ex caserma dei Vigili del Fuoco di via Arenaccia, finora di proprietà della Città Metropolitana, dall’altro alcuni locali al primo piano del Complesso monumentale di Santa Maria la Nova, nel cuore del centro storico di Napoli, fino ad oggi nella disponibilità dell’agenzia ambientale. L’operazione rientra nella strategia di razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio pubblico dell’ente guidato dal sindaco Gaetano Manfredi, con l’obiettivo di destinare ogni immobile alla funzione più coerente con le sue caratteristiche. Proprio nei nuovi spazi acquisiti a Santa Maria la Nova la Città Metropolitana intende realizzare l’allestimento della Collezione d’arte dell’ente, offrendo una sede stabile e accessibile al pubblico per un patrimonio di grande valore storico e artistico. Un percorso già avviato con l’apertura, nel dicembre 2025, di tre sale espositive nei locali adiacenti alla Sala del Consiglio. “Questa permuta è il risultato di un lavoro paziente e condiviso avviato anni fa con ARPAC e portato a compimento con determinazione”, spiega il consigliere metropolitano delegato al patrimonio Antonio Sabino. “Ogni bene pubblico deve esprimere al meglio la propria vocazione: Santa Maria la Nova appartiene naturalmente alla sfera della cultura, mentre l’ex caserma dell’Arenaccia è perfetta per attività operative e scientifiche”. Per ARPAC, infatti, l’immobile di via Arenaccia diventerà la nuova sede di una parte dei laboratori regionali attualmente situati ad Agnano in locali in affitto. Il trasferimento consentirà all’agenzia di disporre di spazi più adeguati alle attività tecniche e di eliminare un costo fisso che gravava sul bilancio dell’ente. “Siamo soddisfatti dell’accordo raggiunto con la Città Metropolitana e condiviso con la Regione Campania”, sottolinea il direttore generale Stefano Sorvino. “Il trasferimento dei laboratori in una sede di proprietà rappresenta un passo importante sia dal punto di vista organizzativo sia sotto il profilo economico”. L’intesa si configura dunque come un’operazione strategica capace di coniugare cultura, ricerca ambientale e gestione efficiente del patrimonio pubblico, restituendo alla città nuovi spazi per l’arte e rafforzando al tempo stesso le attività di monitoraggio ambientale sul territorio campano.
di Fausto Sacco


