
Da Milano alla Reggia di Monza, passando per la Casa Museo Pavarotti e il centro fondato da Mogol: quattro appuntamenti per unire Oriente e Occidente nel segno dell’armonia. Sul palco anche Ilaria D’Amico e il solista Felix Klieser. C’è un linguaggio che non ha bisogno di traduzioni, non conosce frontiere e può arrivare dove spesso la politica e la diplomazia faticano a entrare: quello della musica. È su questa convinzione che si fonda il ritorno in Italia della Wule Symphony Orchestra, la grande formazione musicale composta da monaci Chan, protagonista del World Peace Culture & Arts Festival 2026, un progetto che intreccia arte, spiritualità e dialogo tra culture. Quattro appuntamenti, dal 2 al 9 novembre, disegneranno una mappa simbolica dell’incontro tra Oriente e Occidente. A guidare l’orchestra sarà il Maestro Shi Wule, fondatore e direttore di una realtà che ha portato la propria visione sui palcoscenici internazionali, con esibizioni presso l’UNESCO e un incontro con Papa Francesco. Il sipario si alzerà il 2 novembre, alle 20, al Teatro Arcimboldi di Milano. A condurre la serata sarà la giornalista e conduttrice televisiva Ilaria D’Amico, mentre tra gli ospiti spiccherà il solista tedesco di corno Felix Klieser. L’ingresso sarà gratuito, con prenotazione obbligatoria e donazione libera in loco, fino a esaurimento dei posti. Un sostegno destinato anche a un obiettivo concreto: realizzare in Italia un nuovo centro di meditazione, pensato come luogo di incontro, ricerca interiore e produzione culturale. Il 5 novembre, alle 20, la musica approderà nella cornice della Reggia di Monza, dove il pubblico potrà assistere al concerto a ingresso libero, fino a esaurimento posti. Un contesto di particolare suggestione per una proposta artistica che cerca nella bellezza un terreno comune tra tradizioni lontane. Il calendario proseguirà il 7 novembre a Modena, nella Casa Museo Luciano Pavarotti. Qui il Maestro Shi Wule conferirà a Nicoletta Mantovani il Premio per il contributo alla cultura della pace. La scelta della casa del grande tenore italiano assume un significato preciso: ricordare come la musica possa trasformare il talento individuale in un patrimonio condiviso, capace di avvicinare popoli e sensibilità differenti. Ultima tappa il 9 novembre al Centro Europeo di Toscolano, fondato da Mogol, ad Avigliano Umbro, in provincia di Terni. Qui la Wule Symphony Orchestra proporrà un concerto che metterà in relazione la tradizione orientale con il linguaggio sinfonico occidentale, in uno spazio da sempre legato alla formazione e alla creatività musicale. La figura di Shi Wule è centrale in questo percorso. Alla guida dell’orchestra, il Maestro ha promosso il dialogo interculturale in Asia, America, Europa e Africa, raccogliendo riconoscimenti e collaborando anche con il tenore Plácido Domingo, che ha definito la formazione “un’orchestra senza pari”. Il progetto ha inoltre ricevuto l’apprezzamento di personalità internazionali, tra cui la Premio Nobel per la Pace Leymah Gbowee. Accanto alla dimensione artistica emerge quella culturale, sostenuta anche dal lavoro di Zhang Changxiao, conosciuto come Sean White, promotore degli scambi musicali tra Italia e Cina. In un mondo attraversato da conflitti e divisioni, il festival affida dunque alla musica una sfida ambiziosa: dimostrare che l’ascolto può precedere il confronto e che la diversità non è necessariamente una distanza da colmare, ma una ricchezza da condividere. Non soltanto concerti, quindi, ma un invito a ritrovare, attraverso le note, uno spazio comune. Perché la pace non si proclama soltanto: si costruisce, anche imparando ad ascoltare.
di Giuseppe Di Giacomo






