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Imprese Europee a Draghi: Serve una Strategia per la Competitività

In POLITICA
Gennaio 11, 2024
Al vertice di Bruxelles cresce l'attesa per il report Draghi. Imprenditori chiedono azioni concrete per rafforzare l'attrattiva dell'UE nel mercato globale.

BRUXELLES – È con una richiesta chiara e decisa che i vertici delle industrie europee si sono presentati oggi a Palazzo Berlaymont, sede della Commissione Europea, per incontrare l’ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi. Nel mirino delle loro preoccupazioni, la competitività dell’Unione Europea, un tema caldo che sembra richiedere un’attenzione speciale da parte delle istituzioni.

Nel corso della riunione, tenutasi nella capitale dell’UE, i grandi nomi dell’industria sono stati rappresentati da Business Europe, con al timone Fredrik Persson. L’invito è stato esteso anche a Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, che ha marciato al fianco dei suoi omologhi europei per sostenere il pressing verso azioni concrete.

L’industria europea vive un momento di sfida e trasformazione, stretta tra le dinamiche del mercato globale, la spinta verso l’innovazione e la necessità di rispondere efficacemente a questioni di natura ambientale, sociale e di governance (ESG). In questo scenario, il report che Draghi è stato incaricato di stilare assume un’importanza cruciale, poiché dovrebbe gettare le basi per una nuova strategia europea di competitività.

“Abbiamo grandi aspettative dal report di Draghi,” ha affermato Persson, evidenziando che il continente europeo necessita di una visione chiara e di un piano d’azione ben definito per poter rimanere leader nel commercio internazionale e attraente per gli investimenti esteri. L’ambiente di business deve essere reso più favorevole, e questo passa attraverso una serie di interventi che vadano dall’ottimizzazione della regolamentazione alla promozione dell’innovazione, dall’efficientamento dell’infrastruttura alla digitalizzazione, senza tralasciare il tema caldo della transizione energetica.

Le industrie europee non chiedono solo una fotografia dello stato attuale, ma soprattutto indicazioni operative su come muoversi nel breve e nel lungo termine. L’Europa deve recuperare terreno in aree dove altri giganti economici, come gli Stati Uniti e la Cina, stanno avanzando con decisione.

Draghi, con la sua esperienza e il suo passato a capo dell’istituto di Francoforte, è considerato un mediatore capace e un conoscitore profondo sia della macroeconomia che delle dinamiche di mercato interne all’Unione. Da lui si attendono proposte che sappiano coniugare il rigore dell’orientamento al mercato con la tutela degli standard sociali ed ambientali che fanno dell’UE un modello a livello mondiale.

Nel frattempo, Bruxelles non sta ferma, e già si parla di possibili scenari e misure che potrebbero prendere forma in seguito alle conclusioni del report. Il dibattito è aperto e l’attesa è tangibile, ma una cosa sembra certa: la Commissione, insieme agli imprenditori europei, è pronta a lavorare per garantire che il Vecchio Continente resti al centro della scena economica globale. Gli occhi ora sono tutti puntati sulle prossime mosse di Mario Draghi, con la speranza che possano tradursi in una strategia vincente per l’Europa.