
Sono in fase di ultimazione i lavori di rimozione dell’eternit in vari immobili demaniali presenti nel Veneto da parte dell’Agenzia del Demanio, Direzione Regionale Veneto, diretta dal dott. Massimo Gambardella, per un importo complessivo del programma di € 347.425,00. Rup dell’intervento l’arch. Mauro D’Incecco, progettista e direttore dei lavori l’arch. Giuseppe Di Giacomo, impresa esecutrice la ditta pugliese Leuce srl, guidata da Nicola Leuce, azienda leader nel settore della rimozione amianto, oggi alla terza generazione impegnata nel settore con l’ing. Domenico Leuce che ha svolto il ruolo di direttore tecnico dei cantieri. Si è trattato di bonificare sei immibili appartenenti allo Stato, ubicati a Rovigo, in località Buso, a Chioggia l’ex Batteria Penzo in località Sottomarina, in Cavallino Treporti l’area demaniale di Punta Sabbioni e dell’ex Polveriera in Ca’ Vio, inoltre un immobile presente nel comune di Chiampo, (VI) e l’ex Caserma Giovanni Sanguinetti in Venezia al Sestiere Campo San Pietro, un immobile monumentale di grande pregio architettonico. Tranne per la ex Caserma Sanguinetti, l’intervento è consistito nella rimozione delle coperture interessate da pannelli di eternit con la sostituzione con nuove coperture. L’intervento di Venezia ha interessato invece la rimozione di condotte in eternit quali pluviali, sfiati, comigloni, cappe e cisterne distribuite nella quasi totalità dell’edificio ed ha interessato anche la rimozione del pavimento e collanti contenenti mca (materiali conteneneti amianto) di un appartamento presente nel cortile interno della ex Caserma. L’amianto è stato ampiamente utilizzato nell’edilizia e in molti settori dell’industria nel corso del XX secolo soprattutto per le sue peculiari caratteristiche di flessibilità e resistenza con eccellenti proprietà di protezione al fuoco e di isolamento termico e acustico. Eternit è il nome commerciale di un materiale composito ottenuto da una miscela di amianto e cemento; è proprio la combinazione di questi due elementi a conferire ai prodotti le caratteristiche di flessibilità e resistenza (tipiche dell’amianto) e di compattezza e robustezza (tipiche del cemento). Il nome deriva dall’azienda Eternit che per prima ha brevettato e sviluppato questa miscela di fibre amiantifere e cemento all’inizio del XX secolo; la scelta del nome deriva proprio dalle caratteristiche di resistenza dei materiali commercializzati (Eternit fa riferimento al termine latino “aeternitas” che significa “eternità”). In natura è un materiale molto comune. La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa ne avevano reso comune l’uso come materiale per indumenti e tessuti da arredamento a prova di fuoco, ma la sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l’uso in molti paesi. Se respirate, le polveri contenenti fibre d’amianto possono infatti causare gravi patologie, l’asbestosi per importanti esposizioni, tumori della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico, e il carcinoma polmonare. Quindi gli immobili interessati dalla presenza di questo materiale cancerogeno vanno bonificati come in questi casi. Dal punto di vista logistico, anche se la maggior parte degli immobili erano presenti in Laguna Veneta, la distanza tra di loro era notevole per cui l’intervento è stato eseguito in due fasi temporali, la prima ha interessato gli immobili di Chioggia, di Rovigo e di Chiampo, a seguire l’area di Punta Sabbioni a Cavallino Treporti, l’ex Caserma Sanguinetti in Venezia e per finire l’ex Polveriera sempre in Cavallino Treporti. L’intervento di Venezia presso la ex Caserma G. Sanguinetti si è rilevato piu’ il articolato e complesso degli altri, sia per la natura monumentale del fabbricato dove operare, sia per la collocazione in pieno centro di Venezia, nell’area della Biennale, utilizzando i canali d’aqua per il raggiungimento, sia per la presenza di residenti sia per la tipologia della bonifica, che nel caso della rimozione del pavimento e collante l’eternit era del tipo friabile, per cui si è dovuto preliminarmente confinare l’appartamento prima di rimuovere i materiali pericolosi. L’ex caserma Giovanni Sanguinetti è un edificio di notevole interesse culturale e sottoposto a vincolo di tutela ai sensi della legge 1089/1939, già palazzo patriarcale, poi caserma sommergibilisti e adattata nel dopoguerra anche a residenza. L’edificio presenta una struttura a chiostro (tipica delle strutture ad uso conventuale) sviluppata in altezza tra due e tre piani fuori terra. E’ ubicata nella zona est di Venezia, nel Sestiere Castello in Campo San Pietro n. 70, adiacente all’omonima cattedrale. L’immobile piu, volte è stato oggetto di set cinematrografico, si citano le riprese della pellicola “Mambo” del 1954 diretto da Robert Rossen con la partecipazione di Vittorio Gassman, nel 1963 “Chi lavora è perduto” diretto da Tinto Brass e nel 1999 “Les enfants du siècle” che ha avuto come protagonisti Juliette Binoche e Benoît Magimel. L’immobile è compreso nell’area del sito UNESCO “Venezia e la sua laguna”, ed è iscritto nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanità a partire dal 1987. Dalla fine della seconda guerra mondiale l’edificio diviene dimora “provvisoria” dei profughi giuliani dalmati, noto come esodo istriano, e da allora resta diviso in numerosi appartamenti residenziali e magazzini, nell’attesa che si concretizzi un progetto piu’ ampio per dare un futuro a questo luogo.
di Mat. Lib.



