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Invitalia chiede amministrazione straordinaria per Acciaierie d’Italia

In ECONOMIA
Gennaio 18, 2024
Iniziativa di Invitalia come azionista pubblico per assicurare il futuro dell'ex Ilva e salvaguardare l'occupazione.

Nella giornata di ieri, Invitalia, azionista pubblico di riferimento, ha compiuto un passo decisivo verso il rilancio delle Acciaierie d’Italia, precedentemente conosciute come Ilva. Con una mossa inaspettata, ha inviato una comunicazione formale all’amministratore delegato della società, sollecitando l’avvio della procedura di amministrazione straordinaria. Questo iter, spiegano fonti sindacali, si pone come un tentativo di risollevare le sorti dell’acciaieria, fortemente provata da una lunga crisi che ha messo a rischio la continuità produttiva e occupazionale.

La missiva inviata da Invitalia rappresenta il preludio a un cambiamento di gestione che potrebbe apportare nuove risorse e strategie di sviluppo per l’acciaieria. L’azienda, che ha ereditato una storia travagliata e una situazione economica difficile, ha ora quattordici giorni per rispondere alla richiesta. In caso di una risposta negativa o di mancato riscontro, Invitalia potrebbe sollecitare il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) a procedere unilateralmente con l’imposizione dell’amministrazione straordinaria.

La procedura di amministrazione straordinaria, sebbene drastica, mira a garantire la continuità aziendale durante un periodo di profonda ristrutturazione, e spesso si rende necessaria per salvaguardare gli asset strategici nazionali, nonché i livelli occupazionali. Inoltre, essa consente di assicurare un’adeguata protezione legale alla compagnia durante il processo di risanamento, incentivando al contempo la ricerca di investitori capaci di iniettare nuovo capitale e vigorosi piani industriali.

La posizione di Invitalia evidenzia una forte volontà di tutelare un settore chiave per l’economia italiana, oltre che preservare il tessuto industriale e sociale della zona di Taranto e degli altri siti produttivi coinvolti. La questione ex Ilva è da anni al centro di un dibattito acceso che pone sul piatto questioni di salute pubblica, tutela ambientale e sostenibilità di processo, problematiche che qualsiasi futuro piano industriale dovrà indiscutibilmente affrontare.

Il governo, attraverso il tavolo istituzionale con le rappresentanze sindacali, ha ribadito l’importanza strategica dell’acciaieria e l’intenzione di perseguire tutte le vie possibili per garantire la sua stabilità e il suo sviluppo. L’impegno che si prospetta nelle prossime settimane sarà dunque quello di conciliare le necessità di ristrutturazione aziendale con la tutela dei lavoratori e la salvaguardia dell’ambiente, in un quadro di sostenibilità economica e produttiva.

Mentre gli occhi si rivolgono ora verso la risposta dell’amministratore delegato, la comunità attende con trepidazione di scoprire quale sarà il destino dell’Acciaierie d’Italia. Un passaggio delicato, che pone di fronte all’ennesima sfida uno dei capitoli più complessi e dibattuti dell’industria italiana contemporanea.