
All’Auditorium Polo Giovani di Avellino l’incontro “Irpinia a Confronto” ha messo sul tavolo i temi che segnano il presente della provincia: lavoro che non c’è, industrie in bilico e una sanità sotto pressione. A dialogare con una platea consapevole dei problemi, l’assessora regionale Angelica Saggese e il consigliere Enzo Alaia. Saggese ha puntato subito al nodo centrale delle sue deleghe, oggi accorpate in formazione e lavoro. “È un punto di partenza importante – ha spiegato – perché formazione e occupazione non possono più viaggiare separate”. L’obiettivo dichiarato è una formazione finalizzata all’inserimento lavorativo, capace di trattenere giovani e competenze sul territorio. Sul reddito di dignità, prudenza: “Sono valutazioni in corso”. Ma ribadisce una linea politica netta: “La volontà dell’amministrazione è di non lasciare indietro nessuno”. I riflettori restano accesi sulla vertenza dell’acciaieria e sul futuro industriale dell’Irpinia. Saggese ricorda i limiti delle competenze regionali e la necessità di un coordinamento con il livello nazionale. Sul caso Fonderie Pisano, nessuna chiusura ideologica: “Non posso esprimere giudizi senza conoscere nel dettaglio investimenti e proposte. Serve guardare alle carte, non alle voci”, sottolineando però che la tutela ambientale resta centrale. Il consigliere Enzo Alaia ha parlato di una vicenda industriale “molto triste”, auspicando una rapida soluzione e lasciando aperta la strada a ipotesi alternative. Sul fronte sanitario, il tono si fa diretto: “C’è carenza di medici e problemi strutturali”. Duro il riferimento al caso del decesso comunicato con ore di ritardo: “Chiedo scusa, la dirigenza deve intervenire”. Difende però il lavoro del Moscati, invitando a “lasciarlo lavorare” nonostante le difficoltà di un Dea di secondo livello che serve tre province. In chiusura, uno sguardo alla politica: sulle commissioni regionali “decidono i partiti”, mentre sulle amministrative di Avellino Alaia conferma la presenza del suo campo politico, aprendo al campo largo. L’incontro si chiude senza annunci roboanti. Restano i nodi irrisolti: lavoro, industria, sanità. Un’Irpinia che continua ad aspettare risposte, in silenzio.
di Marco Iandolo


