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Irpinia ancora isolata: la frana sulla SS88 e l’assenza cronica della politica regionale.

In AVELLINO, CAMPANIA, OPINIONE
Gennaio 10, 2026
La politica regionale parla di resilienza, di fondi europei, di transizione ecologica.

Ancora una volta l’Irpinia paga il prezzo più alto dell’abbandono istituzionale. La frana che nelle ultime ore ha colpito un tratto strategico della Strada Provinciale 88, nel territorio del comune di Contrada, non è soltanto un evento naturale: è l’ennesima, drammatica conseguenza di anni di incuria, silenzi e promesse mancate da parte della politica regionale.  Il cedimento del manto stradale in uno dei punti più sensibili dell’arteria ha interrotto il traffico lungo un collegamento fondamentale tra Avellino, il comprensorio montorese e, più in generale, l’asse verso Salerno. Un’area già fragile dal punto di vista geomorfologico, che da tempo mostrava segnali evidenti di dissesto, oggi è diventata una ferita aperta, con uno smottamento che minaccia di estendersi ulteriormente. E mentre il territorio trema, la Regione resta immobile. Non si tratta di un’emergenza imprevedibile. In Irpinia le frane non sono un’eccezione, ma una costante. Le strade provinciali, spesso uniche vie di collegamento per intere comunità, versano da anni in condizioni critiche: asfalto dissestato, opere di contenimento assenti o fatiscenti, manutenzione ridotta al minimo indispensabile, quando va bene. Eppure, nei piani regionali, l’entroterra continua a essere trattato come una periferia di serie B, buona solo per le passerelle elettorali.  La politica regionale parla di resilienza, di fondi europei, di transizione ecologica. Ma qui, nella realtà quotidiana dell’Irpinia, mancano le cose essenziali: prevenzione, monitoraggio del territorio, investimenti strutturali sulla viabilità e sulla messa in sicurezza. Si interviene solo dopo i disastri, con soluzioni tampone e comunicati rassicuranti, mentre cittadini, lavoratori e imprese restano isolati, penalizzati, dimenticati.  La frana sulla SP 88 è l’emblema di una distanza ormai intollerabile tra chi governa e chi vive questi territori. Ogni interruzione stradale significa tempi di percorrenza insostenibili, difficoltà per i mezzi di soccorso, danni economici per le attività locali e un ulteriore incentivo allo spopolamento. È così che si muore lentamente: non con un colpo solo, ma con mille piccoli abbandoni.  Se la Regione Campania vuole davvero parlare di coesione territoriale, deve iniziare dall’Irpinia, non limitarsi a citarla nei documenti ufficiali. Servono atti concreti, risorse dedicate, una visione di lungo periodo che riconosca a queste aree il diritto alla sicurezza e alla mobilità. Fino ad allora, ogni frana non sarà solo colpa della pioggia o della natura, ma il risultato diretto di una politica assente, miope e colpevolmente indifferente.

di Lib. Mat.

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