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Irpinia Sannio, aree interne, la sfida della Campania

In AVELLINO, BENEVENTO, CAMPANIA, POLITICA
Febbraio 20, 2026
Petracca (Pd): “Non sono un problema da gestire, ma una risorsa strategica”. Presentata una proposta di legge con fondo strutturale da 10 milioni l’anno per contrastare lo spopolamento e rilanciare sviluppo, servizi e lavoro.

Le aree interne della Campania non devono più essere considerate un peso, ma una leva di crescita. È questa la visione che anima la proposta di legge “Disposizioni per la coesione, lo sviluppo e la rigenerazione dei Comuni delle aree interne della Campania”, presentata da Maurizio Petracca, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, insieme a Luca Cascone, presidente della Commissione Permanente Urbanistica e Trasporti, e ad Andrea Volpe, capogruppo di Avanti Campania – PSI.  “Le aree interne non sono un problema da gestire, ma una risorsa strategica su cui investire. La Campania non può crescere lasciando indietro il suo entroterra”, dichiara Petracca, rilanciando un tema che da anni attraversa il dibattito politico regionale.

Dieci anni di calo demografico: scuole chiuse e giovani in fuga

I numeri fotografano una realtà complessa. Negli ultimi dieci anni molti Comuni delle aree interne hanno perso oltre il 10% della popolazione. Un dato che si traduce in scuole che chiudono, servizi che si riducono, attività economiche che scompaiono e giovani che scelgono di partire senza fare ritorno. “Lo spopolamento non è un destino inevitabile – sottolinea il capogruppo dem – ma spesso la conseguenza della mancanza di opportunità. È su questo che vogliamo intervenire”. La proposta punta infatti a ribaltare la narrazione della marginalità, trasformando le fragilità territoriali in occasioni di sviluppo strutturato.

Superare la logica dei “Comuni montani”

Uno dei punti qualificanti del disegno di legge è il superamento della sola classificazione altimetrica dei Comuni montani. Il testo introduce una lettura multidimensionale della fragilità territoriale, basata su indicatori demografici, infrastrutturali e di accessibilità ai servizi.  “Non possiamo lasciare fuori territori che vivono condizioni di marginalità solo perché non rientrano formalmente nella categoria dei Comuni montani – afferma Petracca –. Serve equità territoriale concreta”. Una scelta che amplia la platea dei beneficiari e mira a intercettare situazioni di disagio spesso trascurate.

Un fondo strutturale da 10 milioni l’anno

Il cuore finanziario della proposta è l’istituzione di un contributo regionale specifico accompagnato da un Fondo dedicato da 10 milioni di euro annui. Secondo i promotori si tratta di un intervento strutturale e non di una misura temporanea: un impegno stabile per garantire continuità alle politiche di riequilibrio territoriale.

Sanità, imprese, natalità e digitale: le misure previste

Tra gli interventi delineati nel testo figurano:

  • rafforzamento della sanità territoriale;
  • sostegno al trasporto locale e scolastico;
  • incentivi per micro e piccole imprese
  • bonus natalità;
  • agevolazioni per nuovi residenti;
  • potenziamento della connettività digitale;
  • promozione delle comunità energetiche;
  • creazione di coworking e borghi del lavoro digitale;
  • fondo dedicato ai giovani imprenditori.

“Non si tratta di misure assistenziali – precisa Petracca – ma di una strategia strutturale di riequilibrio. Coesione, sviluppo e rigenerazione sono la condizione per garantire pari dignità ai cittadini dei piccoli Comuni e rafforzare l’intero sistema regionale”.

Una Campania a una sola velocità

Il messaggio politico è chiaro: evitare che la regione viaggi a due velocità, con le aree costiere e metropolitane in crescita e l’entroterra in costante declino. “Investire nelle aree interne – conclude Petracca – significa investire in equilibrio demografico, presidio ambientale, identità culturale e stabilità sociale. È una scelta di responsabilità politica e di visione”. Una proposta che ora si avvia all’iter consiliare e che punta a ridefinire il ruolo delle aree interne nella strategia di sviluppo della Campania.

di Marco Iandolo