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Legge elettorale, la maggioranza va sotto alla Camera: bocciato per un voto l’emendamento sulle preferenze

In IN EVIDENZA, POLITICA
Luglio 14, 2026
Sconfitta a scrutinio segreto per il centrodestra: l'opposizione insorge e chiede le dimissioni del governo. Conte: “Si apra la crisi”. Schlein: “Meloni prenda atto del fallimento”

Colpo di scena alla Camera dei deputati, dove la maggioranza è stata battuta a scrutinio segreto sull’emendamento relativo alla nuova legge elettorale. Il testo, presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, è stato respinto con 188 voti contrari e 187 favorevoli, mancando l’approvazione per un solo voto. L’emendamento puntava a introdurre un sistema elettorale misto, che prevedeva la combinazione di capilista bloccati e voto di preferenza. La bocciatura rappresenta una battuta d’arresto significativa per la maggioranza, soprattutto perché maturata con voto segreto, circostanza che lascia ipotizzare possibili defezioni interne o il fenomeno dei cosiddetti “franchi tiratori“.   Subito dopo l’esito della votazione, dai banchi dell’opposizione si sono levati i cori di “Elezioni” e “Dimissioni”, trasformando l’Aula in un acceso teatro di scontro politico.  Durissima la reazione del presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha invitato l’esecutivo ad aprire una crisi di governo.  “È arrivato il momento di prendere atto della perdita della maggioranza e andare a casa”, ha dichiarato il leader pentastellato.  Sulla stessa linea la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha definito il voto “una bocciatura dell’arroganza del governo Meloni”.   “È il momento di tornare a casa e di dare al Paese un governo capace di affrontare i problemi degli italiani. Prendete atto del fallimento e andate a casa”, ha affermato.  Dal punto di vista istituzionale, la bocciatura dell’emendamento non determina automaticamente la caduta del governo, trattandosi di un voto su un singolo provvedimento e non di una questione di fiducia. Sul piano politico, tuttavia, il risultato rappresenta un segnale di evidente difficoltà per la maggioranza, chiamata ora a dimostrare di poter mantenere la compattezza parlamentare su una delle riforme più delicate della legislatura.  Nei prossimi giorni sarà fondamentale capire se la sconfitta resterà un episodio isolato o se aprirà una fase di tensione politica destinata ad avere ripercussioni sull’azione del governo e sull’iter della riforma elettorale.

di Fausto Sacco