Il Trentino, con la sua copiosa fauna selvatica e le sue vaste foreste, rappresenta uno degli habitat naturali più significativi dell’Italia per la specie dell’orso bruno. Tuttavia, la presenza sempre più frequente di questi grandi carnivori in prossimità delle aree abitate ha richiesto una risposta adeguata da parte delle autorità locali per garantire la sicurezza sia degli animali che delle persone. In questo contesto, il Nucleo cinofilo del Corpo forestale del Trentino si è distinto per la sua efficienza e capacità di interazione con questi esemplari selvatici, attraverso un approccio rispettoso e non invasivo.
Recentemente, il Nucleo si è ulteriormente rafforzato grazie all’inserimento di due nuovi cani da orso, portando a sei il numero dei cani addestrati specificamente per questo scopo. La Jamthund svedese Freja è approdata in Trentino nel 2023, diventando operativa a inizio luglio, mentre lo Scar, un giovane Laika della Siberia occidentale, è stato adottato dal suo conduttore dopo soli tre mesi dalla nascita. Questi cani sono stati selezionati e addestrati per rilevare la presenza degli orsi, segnalare la loro vicinanza e intervenire in maniera dissuasiva quando necessario, proteggendo le infrastrutture e gli insediamenti umani, oltre che le attività agricole.
L’addestramento di questi cani prevede il riconoscimento di tracce e odori specifici degli orsi, utilizzando esche o pelli. Allo stesso tempo, essi sono preparati a mantenere la calma e la concentrazione anche in situazioni ad alto livello di stress, essendo esposti a diversi stimoli e scenari ambientali durante il loro addestramento. Questa preparazione permette loro di operare efficacemente sia nella prevenzione che nell’intervento diretto.
Nel corso del 2023, il Nucleo cinofilo ha registrato 23 interventi legati alla gestione degli orsi, tra cui dissuasioni di esemplari subadulti e operazioni per documentare le interazioni uomo-orso. Il team cinofilo giova di un’esperienza crescente che si traduce in una maggiore sicurezza per la biodiversità e per le comunità locali.
La necessità di un equilibrio coerente tra le esigenze di conservazione del patrimonio naturale e quelle della sicurezza umana è evidente. Questi interventi cinofili rappresentano una strategia innovativa e rispettosa dell’ecosistema per gestire la coabitazione con una delle specie più emblematiche e, contestualmente, una delle più problematiche del panorama faunistico italiano.
Le sfide associate alla gestione dei grandi carnivori sono complesse e multifaccettate. Si spazia dalla necessità di preservare la biodiversità e gli equilibri naturali, alla protezione della popolazione e delle sue attività economiche. Allo stesso tempo, la crescente sensibilizzazione e educazione delle comunità locali riguardo alla convivenza con l’orso contribuiscono a ridurre i conflitti e a promuovere strategie di coesistenza più efficaci e sostenibili.
La strategia adottata in Trentino può servire da modello per altre regioni che si trovano a confrontarsi con simili problematiche ecologiche ed economiche. La proattività e l’innovazione nel campo della gestione faunistica svolgono un ruolo cruciale nel definire le pratiche future, orientate alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza collettiva. Le esperienze del Trentino, pertanto, acquistano un valore non solo locale, ma anche nazionale e internazionale, mostrando come la collaborazione tra le forze dell’ordine, gli esperti ambientali, e la comunità possa produrre soluzioni efficaci e rispettose dell’ambiente e dell’umanità.
