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L’Impatto del PNRR sullo Sviluppo delle Infrastrutture di Comunicazione: l’Esempio di Inwit

In ECONOMIA
Maggio 13, 2024

Nell’era della digitalizzazione globale, l’Italia si trova di fronte a una sfida significativa: garantire che ogni angolo del paese sia adeguatamente servito da infrastrutture di telecomunicazione moderne. Un giocatore chiave in questa partita è Inwit, il gestore di torri di telecomunicazioni che ha recentemente annunciato risultati significativi e ambiziosi progetti futuri.

Il direttore generale di Inwit, Diego Galli, ha rivelato piani importanti durante il suo intervento al primo Sustainability Day del tower operator, un evento focalizzato sul valore delle infrastrutture digitali e condivise. “Nel corso dell’ultimo anno, abbiamo eretto più di 900 nuove torri e continueremo ad investire massicciamente in questa direzione,” ha dichiarato Galli. Un componente fondamentale di questa strategia è rappresentato dagli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che mira a eliminare il digital divide coprendo 1400 aree oggi prive di servizi digitali adeguati entro il 2026.

Sebbene il piano sia attuato con precisione rispetto agli obiettivi fissati, si presenta tuttavia con delle sfide non trascurabili, principalmente relative alla burocrazia locale. La costruzione di nuove infrastrutture trova spesso un rallentamento significativo a livello locale, soprattutto nella fase di localizzazione dei siti e nell’ottenimento dei permessi necessari. “Generalmente, ci vogliono 10 mesi per completare una nuova infrastruttura, di cui solo 2 mesi sono dedicati alla costruzione tecnica effettiva e ben 8 mesi per superare le procedure burocratiche,” spiega Galli.

Nonostante ciò, sono stati fatti passi avanti significativi nella semplificazione dei processi a livello centrale, un cambiamento che Galli spera venga adottato con maggiore rapidità anche a livello locale. Questa agilità nelle procedure amministrative è essenziale per mantenere il ritmo necessario a garantire che l’Italia non solo recuperi ma anche possa posizionarsi come leader nel settore delle telecomunicazioni digitali.

Questo impegno va oltre il mero aspetto economico e tocca direttamente il progresso sociale e la coesione territoriale, aspetti cruciali per l’equità digitale e lo sviluppo sostenibile. Inwit si trova così al centro di un dialogo più ampio, quello tra innovazione tecnologica e necessità di adeguamenti strutturali e normativi.

La situazione descritta da Galli illustra una dinamica frequente in Italia, dove la visione innovativa e gli investimenti significativi trovano spesso un ostacolo in una burocrazia lenta. Questo ritardo non solo rallenta il progresso economico, ma impedisce anche ai cittadini di accedere ai benefici della connettività estesa e di qualità. L’Italia, nel suo cammino verso una completa digitalizzazione, deve quindi trovare un equilibrio efficace tra innovazione e regolamentazione, evitando che la seconda soffochi la prima.

Il caso di Inwit è emblematico e riflette l’urgenza di una risposta coordinata che abbracci tutti i livelli di governo e che ponga le basi per un futuro dove tecnologia e infrastruttura si evolvono in armonia, garantendo a tutti gli italiani l’accesso a un mondo sempre più connesso.