Durante la 67esima sessione annuale della Commissione Stupefacenti (CND), organizzata dall’Ufficio delle Nazioni Unite sulla Droga e il Crimine (UNODC) a Vienna, è emersa con forza la posizione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, la quale mira a rafforzare gli sforzi globali per contrastare la produzione e il traffico di sostanze illecite.
Mantovano, facendo riferimento agli insegnamenti del giudice Giovanni Falcone e all’opera di altri magistrati che si battono contro il narcotraffico, ha evidenziato l’importanza di un’azione proattiva, in particolare nei contesiti più vulnerabili, come alcune regioni dell’America Latina e dell’Asia.
L’appello del sottosegretario si traduce in una richiesta di collaborazione e di rinnovato impegno tra gli Stati membri dell’ONU per arginare non solo la portata delle organizzazioni criminali coinvolte nella produzione e nel traffico di droghe, ma anche per limitare gli effetti devastanti che queste sostanze possono avere sugli individui e le comunità.
Parallelamente alla repressione del narcotraffico, Mantovano ha posto enfasi anche sulla necessità di investire in prevenzione, cura e riabilitazione socio-occupazionale, per assicurare che i servizi siano disponibili e accessibili a chiunque ne abbia bisogno. Questa strategia intende fornire un sostegno concreto a coloro che sono stati colpiti dall’uso di droghe, favorendo così il loro reinserimento nella società.
Nel suo intervento, inoltre, ha ribadito la ferma opposizione del governo italiano nei confronti dell’uso di tutte le droghe, mettendo in discussione la corrente di pensiero che vorrebbe riconoscere un diritto all’uso di sostanze psicoattive. Al contrario, il sottosegretario sostiene l’esistenza di un dovere collettivo di impedire la diffusione e l’uso di queste sostanze, al fine di prevenire danni irreversibili alla salute dei cittadini e alla struttura sociale.
In conclusione, quanto emerso dalla sessione della CND riprende uno dei temi più urgenti e complessi del nostro tempo, richiamando l’attenzione della comunità internazionale sulla necessità di unire le forze per una lotta efficace e multidimensionale al fenomeno della droga. Il cammino intrapreso è a ostacoli, ma l’impegno e la determinazione espressi da Mantovano delineano una strada che si vuole perseguire con vigore e coesione internazionale.
