La Giunta del CONI ha approvato all’unanimità la nomina di Giovanni Malagò a commissario della FIGC. Una decisione assunta dai 15 componenti dell’organismo e successivamente ratificata, anch’essa all’unanimità, dal Consiglio Nazionale del Comitato olimpico. Si chiude così una fase particolarmente delicata nei rapporti tra il CONI e la Federazione Italiana Giuoco Calcio, segnata nelle ultime settimane dalla controversia legata al mancato tesseramento di Malagò, eletto presidente della FIGC lo scorso 22 giugno con il 70% dei voti dell’assemblea federale. La nomina a commissario rappresenta quindi un passaggio istituzionale destinato a riportare la vicenda nell’alveo delle regole e degli organismi dello sport italiano. Una soluzione che ha trovato la convergenza dell’intero vertice del CONI. “È una vittoria del buonsenso e della logica delle cose”, ha dichiarato Malagò commentando la decisione. L’ex numero uno del CONI ha definito “triste e imbarazzante” la vicenda legata al mancato tesseramento e ha ribadito la propria posizione: “È stato confermato che io ho sempre avuto la schiena dritta”. Parole che arrivano al termine di settimane caratterizzate da tensioni istituzionali e da un confronto acceso sul rispetto delle norme federali e sull’autonomia del movimento sportivo. A spiegare le ragioni della scelta è stato anche il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio. “Non mi faccio influenzare da nessuno – ha affermato – l’importante era far prevalere le regole e l’autonomia del mondo sportivo”. Buonfiglio ha quindi sottolineato il valore dell’assemblea che ha eletto Malagò, definendola espressione di un voto “solido”, e ha rivendicato la responsabilità assunta dal CONI nella decisione di nominare il commissario. Con il voto unanime della Giunta e la successiva ratifica del Consiglio Nazionale, il percorso del commissariamento diventa dunque ufficiale. Il passaggio segna un nuovo capitolo nei rapporti tra CONI e FIGC, con l’obiettivo dichiarato di garantire il rispetto delle regole e la piena funzionalità dell’ordinamento sportivo italiano. La vicenda, tuttavia, lascia sullo sfondo il confronto che ha accompagnato l’elezione di Malagò alla presidenza federale e che nelle ultime settimane aveva fatto emergere una frattura istituzionale tra i vertici del calcio e quelli dello sport italiano. Ora la parola passa al commissario. E il prossimo terreno di confronto sarà quello dell’attuazione concreta delle decisioni assunte dagli organismi del CONI.
di Fausto Sacco

