Due giorni fa il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, nonché presidente Anci, l’associazione che raccoglie i sindaci di tutti i Comuni d’Italia, ha revocato i dieci direttori delle Municipalità napoletane lasciando senza guida amministrativa tutte la comunità. La revoca sembra collegata ad un’indagine della guardia di finanza riguardante i gettoni di presenza per i quali i direttori stavano preparando una circolare con richiesta di rimborso ai Consiglieri causando prevedibilmente una numerosa serie di ricorsi. Questi ricorsi comportano l’apertura di un contenzioso con il Comune che è causa di ineleggibilità per i consiglieri. L’avvicinarsi delle elezioni politiche creerebbe problemi seri al “campo largo” che perderebbe molti futuri candidati con ripercussioni serie in una competizione molto agguerrita e che secondo le previsioni vede i competitori quasi appaiati nei risultati. Manfredi revoca i direttori non per migliorare i servizi o per inadempienze; si pensi che alcuni direttori erano stati nominati solo qualche mese addietro, li revoca per puro interesse di partito. La stampa locale e nazionale ha dato pochissimo rilievo alla notizia essendo da tempo schierata a fianco dell’attuale Sindaco che implicitamente si è proposto come garante del Campo Largo cercando di avvicinare quell’area di elettori riformisti e moderati che fa gola a tutte le coalizione in campo per la prossima tornata elettorale. Uno scandalo la decisione di Manfredi che tra l’altro deve anche farsi perdonare un altro provvedimento molto inviso alla collettività dei cittadini e consistito in un aumento molto significativo del proprio stipendio da Sindaco. Ormai siamo all’impunità generalizzata mentre la qualità di vita della comunità cittadina non è certamente migliorata.
di Domenico Salerno

