Blitz della Guardia di Finanza di Matera che, nella mattinata odierna, ha dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo disposto dal G.I.P. del Tribunale di Matera su un fabbricato residenziale in corso di realizzazione in Piazza Bianco, nell’area del Centro Direzionale Sub-Comparto 2C, noto come “ex Hotel Palace”. Il sequestro, ai sensi dell’art. 321 c.p.p., riguarda una costruzione di rilevanti dimensioni situata in una zona centrale della città di Matera, con un evidente impatto sul tessuto urbano e sul carico urbanistico.
Le ipotesi di reato
Il provvedimento si inserisce in un procedimento penale che vede indagate cinque persone, tra cui i legali rappresentanti della società proprietaria e delle imprese esecutrici, nonché il tecnico progettista-asseveratore e direttore dei lavori. Le contestazioni, allo stato delle indagini preliminari, riguardano l’esecuzione di lavori edilizi in totale difformità o in assenza di valido titolo abilitativo, con presunte irregolarità connesse alla disciplina della S.C.I.A. e alle relative asseverazioni tecniche presentate all’amministrazione.
Le difformità contestate
Secondo quanto emerso dagli accertamenti tecnici richiamati nel provvedimento del giudice, l’edificio presenterebbe significativi scostamenti rispetto ai parametri consentiti:
- 12 piani fuori terra a fronte dei 10 autorizzati;
- una superficie lorda di circa 9.445 metri quadrati rispetto ai 6.366 consentiti;
- un’altezza complessiva di circa 38,40 metri, superiore al limite massimo di 36 metri.
L’intervento sarebbe stato assentito attraverso una pluralità di titoli edilizi presentati tra il 2023 e il 2024, tra cui due S.C.I.A. alternative al permesso di costruire e una successiva S.C.I.A. in variante.
Le ragioni del sequestro
Dai sopralluoghi effettuati, l’opera risulta non ancora ultimata. La presenza di impalcature e lavorazioni in corso avrebbe indotto il giudice a ravvisare il rischio di prosecuzione dei lavori e di aggravamento delle conseguenze dei reati ipotizzati. Inoltre, secondo quanto evidenziato nel provvedimento, anche la libera disponibilità del bene potrebbe incidere negativamente sul regolare assetto del territorio, considerata la volumetria dell’intervento e il potenziale incremento abitativo in un’area già densamente urbanizzata. Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari: le responsabilità dovranno essere accertate nel contraddittorio tra le parti e gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
di Marco Iandolo

