Durante l’evento “La riforma fiscale, attuazione e prospettive”, il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha tenuto a ribadire la priorità che il governo attribuisce alla lotta contro l’evasione fiscale. Nonostante gli sforzi compiuti e i successi ottenuti negli ultimi anni, il viceministro ha evidenziato come l’evasione fiscale continui a rappresentare un grave ostacolo per l’economia italiana.
Leo ha fatto notare che l’Italia è ancora confrontata con un tax gap, ovvero la differenza tra le tasse dovute e quelle effettivamente riscosse, che dall’inizio degli anni ’90 oscilla tra i 75 e i 100 miliardi di euro ogni anno. Tali cifre non sono soltanto indicative della perdita diretta di entrate fiscali per lo Stato, ma rispecchiano anche un problema più ampio che incide sull’equità del sistema fiscale e sulla fiducia dei cittadini nel governo.
Al fine di affrontare questo problema, il viceministro ha esaltato il lavoro svolto sia dalla Guardia di Finanza che dall’Agenzia delle entrate. Entrambe le istituzioni sono in prima linea nella scoperta e repressione dei casi di evasione fiscale, attraverso un impegno costante e mediante l’impiego di strumenti sempre più sofisticati per contrastare le pratiche illecite.
Per Leo, il mantenimento di un alto livello di attenzione e un continuo miglioramento delle metodologie di controllo sono essenziali per garantire il massimo recupero delle entrate evase e per inviare un segnale chiaro agli evasori: non ci saranno passi indietro nella lotta a questo fenomeno.
Concludendo il suo intervento, Leo ha quindi affermato che la lotta all’evasione non solo si conferma come elemento centrale della politica fiscale del governo, ma che verrà rafforzata ulteriormente da nuove misure e strategie, dimostrando un impegno ferreo e intransigente contro ogni forma di elusione e frode fiscale. Il messaggio che emerge è chiaro: l’evasione fiscale è un crimine che danneggia tutta la collettività e su cui non può esserci alcun compromesso.
