Roma – Nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno, la Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ha posto l’accento su svariati argomenti di rilievo nazionale, rispondendo a questioni che riguardano la giustizia, l’economia e il dibattito con l’opposizione. Un discorso che ha intessuto la volontà di collaborazione con altre forze politiche e istituzionali, riflettendo sulle prospettive del Paese per il futuro prossimo.
Dopo essersi scusata per i rinvii precedenti della conferenza dovuti a motivi di salute, Meloni ha subito affrontato la questione sulle riforme, al centro dell’attenzione pubblica, evidenziando l’importanza di procedere con le modifiche al ddl concorrenza, in seguito ai rilievi avanzati dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il tema delle concessioni agli ambulanti e balneari è stato sottolineato come esemplificativo della “stratificazione di problemi” che l’Italia deve risolvere, dalla burocrazia ai tempi della giustizia, delineando queste, come riforme prioritarie per il suo governo per l’anno nuovo.
Altrettanto centrale è stato il tema della giustizia, in particolare relativo al caso Degni, riguardo al quale la premier ha espresso profonda preoccupazione per l’atteggiamento di un giudice della Corte dei conti, definito “sfrontato” nel sperare, per ragioni politiche, in un default dell’Italia. Meloni ha chiamato in causa la sinistra e, in particolare, Elly Schlein, per una presa di posizione sul comportamento di figure super partes che agiscono come militanti politici.
Uno spazio significativo della conferenza è stato dedicato anche all’economia, toccando il tema del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES). La premier ha illustrato come il rifiuto del Parlamento di ratificare l’accordo potrebbe trasformarsi in un’opportunità per rivedere e migliorare questo strumento europeo, considerato da più parti come obsoleto. Un chiarimento, quello di Meloni, che fa seguito al dibattito fervente che ha attraversato le aule parlamentari e l’opinione pubblica italiana negli ultimi mesi.
La discussione è poi migrata sul confronto con l’opposizione, con Meloni che si è detta aperta a un dialogo pre-elettorale con Schlein, leader dell’opposizione, in vista delle elezioni europee. Lo spirito costruttivo, tuttavia, non si spinge al punto di contemplare coalizioni stabili al Parlamento con la sinistra, pur mantenendo un atteggiamento aperto a possibili accordi su singole questioni.
Infine, si è toccata la questione sulla cosiddetta ‘legge bavaglio’, con Meloni che ha difeso la scelta di ripristinare l’articolo 114 del codice di procedura penale al suo stato pre-riforma Orlando, volendo trovare un equilibrio fra diritto di informare e tutela della privacy.
In conclusione, Giorgia Meloni ha ribadito l’impegno del governo nel non aumentare le tasse e tagliare ulteriormente la spesa pubblica, evidenziando una crescita economica dell’Italia superiore alla media UE e l’auspicio di una diminuzione dei tassi di interesse nel prossimo anno, per alleviare il peso del debito pubblico. Un augurio di buon anno ha chiuso il discorso, non prima di aver enfatizzato l’importanza delle numerose scadenze del 2023, da un punto di vista politico ed economico, sottolineando come l’Italia sia chiamata a rispondere a sfide rilevanti e complesse.
