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Mercati europei guardano all’inflazione USA in vista degli indirizzi della Fed

In ECONOMIA
Marzo 11, 2024

Le Borse del Vecchio Continente proseguono la settimana caratterizzate da un’andamento fiacco. L’attenzione degli investitori rimane puntata sul dato dell’inflazione degli Stati Uniti, la cui pubblicazione è prevista per domani e rappresenta un indicatore chiave per le future decisioni della Federal Reserve in materia di politica monetaria. Infatti, il livello di inflazione americano potrebbe influenzare le scelte della banca centrale riguardo al possibile alleggerimento dei tassi di interesse, un tema che tiene banco fra gli operatori del mercato finanziario.

Sul fronte valutario, l’euro sembra registrare una leggera salita, attestandosi a 1,0944 dollari. Nel frattempo, l’oro contina la sua corsa, segnando un aumento dello 0,5% e portandosi a 2.179 dollari l’oncia. Questo incremento testimonia come il metallo prezioso resti un rifugio per gli investitori nei momenti di incertezza economica.

L’indice Stoxx 600, che comprende le principali aziende per capitalizzazione di mercato di 17 settori in 17 paesi europei, segna una perdita dello 0,5%. Tra i listini nazionali, Francoforte accusa il colpo più duro con uno scarto negativo dello 0,8%, seguita da Parigi con uno 0,4%, Londra con uno 0,2% e Madrid con uno 0,1%. Anche Lisbona arretra dello 0,2% all’indomani delle elezioni legislative che hanno visto il successo dei conservatori di Alleanza democratica.

A pesare sui listini europei è soprattutto le performance del settore tecnologico, il quale registra un decremento del 2,2% dovuto principalmente alle preoccupazioni che aleggiano intorno al comparto dei semiconduttori e alle vicende recenti legate alla società Nvidia.

Inoltre, in un contesto di generale avversione al rischio, si segnala un calo per le banche e le assicurazioni, rispettivamente dello 0,4% e dello 0,5%. Anche il settore energetico mostra debolezza, in linea con la flessione dei prezzi del petrolio: il WTI perde lo 0,3% quotando 77,8 dollari al barile e il Brent diminuisce dello 0,2%, scendendo a 81,9 dollari. Sotto la lente di ingrandimento anche le utility, che evidenziano un modesto rialzo dello 0,1%, mentre il prezzo del gas segnala un ribasso del 3% a 25,6 euro al megawattora.

Infine, la situazione dei mercati obbligazionari rimane poco variata: lo spread tra Btp e Bund tedeschi si attesta a 131 punti base, con il rendimento del titolo governativo italiano decennale che si posiziona al 3,57%, mentre quello tedesco rimane al 2,26%.

La situazione resta quindi di stand-by, con gli sguardi rivolti oltreoceano, in attesa delle novità che potrebbero arrivare dai nuovi dati e dagli eventuali movimenti di politica monetaria della banca centrale americana.