L’ultima sessione della settimana si è conclusa con un timido passo indietro per la Borsa di Milano. I dati ufficiali segnalano un lieve calo dell’indice Ftse Mib, che ha terminato a 33.403 punti, mostrando una contrazione dello 0,04% rispetto alla seduta precedente. Analogamente, l’Ftse All Share ha registrato una flessione dello 0,06%, attestandosi a 35.537 punti.
Nonostante l’apparente tranquillità, gli investitori guardano con attenzione ai movimenti delle banche centrali, in un periodo di notevole attesa per quanto riguarda le future decisioni sui tassi di interesse. In questo contesto, i listini azionari europei hanno avuto performance miste, con il mercato di Amsterdam che ha messo a segno la perdita maggiore, arrivando a cedere lo 0,7%. La Borsa di Londra ha segnato un calo dello 0,4%, Francoforte dello 0,2% e Madrid dello 0,1%, mentre Parigi ha terminato la giornata con un lieve incremento dello 0,1%.
Uno degli indicatori chiave del sentimento del mercato, lo spread tra i titoli di stato italiani (Btp) e tedeschi (Bund) a 10 anni, ha continuato a percorrere una strada favorevole, toccando livelli minimi dal gennaio 2022. La differenza dei rendimenti si è infatti assestata a 130,9 punti base, con un declino dal valore d’apertura di 132. Durante gli scambi si è anche osservata una breve puntata al di sotto della soglia dei 130 punti, mentre il rendimento dei Btp è sceso al 3,57%.
Per quanto riguarda il settore energetico, il prezzo del gas ha mosso verso l’alto. Nel mercato di riferimento europeo di Amsterdam, il future con consegna ad aprile ha evidenziato un aumento dell’1,5%, toccando il valore di 26,3 euro al megawattora.
Tra le principali società quotate a Milano, Tim è emersa come la protagonista della giornata, con un rimbalzo del 4,8% a 0,22 euro, segnando così una considerevole ripresa dalle perdite quasi del 24% subite nella sessione precedente. Amplifon e Iveco hanno beneficiato di acquisti, con quest’ultima salita del 2,5% dopo rumors su un possibile interesse di Leonardo nella divisione veicoli militari.
Alcune note negative hanno riguardato Unicredit, Erg, Mps e Stm, che hanno registrato cali rispettivamente dell’1,8%, dell’1,9% e del 2,1%. Azimut ha terminato la giornata in forte contrazione, cedendo il 5% a 24,3 euro, a causa di risultati finanziari che non hanno soddisfatto le aspettative degli analisti.
Infine, nel panorama delle società a minore capitalizzazione, l’attenzione si è concentrata su Juventus. Il club bianconero ha mostrato un apprezzamento del 6% a 2,82 euro, in reazione alla pubblicazione dei dettagli relativi all’ultimo aumento di capitale, un’operazione chiave per il consolidamento delle sue basi finanziarie.
