In Italia quasi 5 milioni di abitazioni potrebbero essere immesse sul mercato, ma restano chiuse. A denunciarlo è Alberto Zanni, presidente di Confabitare, che punta il dito contro un sistema di tutele considerato insufficiente e una giustizia troppo lenta. “Molti immobili si trovano in zone senza mercato – spiega – ma la principale ragione è la paura dei proprietari: chi affitta rischia di non essere pagato e di non riuscire a liberare l’immobile”. Ogni anno vengono presentate oltre 70mila richieste di sfratto – 81mila nel 2024 – e l’80% riguarda casi di morosità. Ma gli sfratti realmente eseguiti sono poco più di 21mila, circa uno su quattro. “La metà delle domande rimane senza alcun pronunciamento del giudice” sottolinea Zanni, ricordando come le città metropolitane siano le più colpite, con Roma che supera i 15mila casi annui, seguita da Milano e Napoli. Secondo Confabitare, il potenziale inespresso è ancora più vasto: nel Paese ci sarebbero 9.581.772 abitazioni non occupate, pari al 27% del patrimonio immobiliare totale. “Senza sicurezza contrattuale l’offerta non aumenterà. La politica deve chiedersi perché oltre un terzo dei proprietari tiene gli immobili fuori dal mercato”, afferma Zanni. Da qui la proposta: istituire un Ministero per la Casa e l’Abitare, una struttura unica capace di coordinare politiche oggi frammentate e di garantire un quadro stabile sia ai proprietari sia agli inquilini. Selon Zanni, “è lì che si decide il futuro dell’abitare in Italia”.
di Marco Iandolo

