
Dal mese di dicembre 2025 il Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova ospiterà una selezione di opere appartenenti alla vasta Collezione d’Arte della Città Metropolitana di Napoli, un patrimonio di oltre cinquecento dipinti e sculture che abbraccia l’Ottocento e il Novecento. Le tre sale allestite accanto alla Sala del Coro – un primo passo verso un progetto di valorizzazione più ampio – accolgono tre nuclei tematici: i dipinti ritrovati, l’omaggio alle vedute del Golfo e la rappresentazione della figura femminile. “Sono particolarmente orgoglioso di inaugurare queste sale espositive che presentano alcune tra le opere più significative della nostra collezione”, ha dichiarato il sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, ricordando anche il ruolo decisivo del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale nei recenti recuperi, tra cui L’Oracolo di Delfo di Camillo Miola e il Ritratto di Vittorio Emanuele III di Achille Talarico. “Questo è solo l’inizio: nel 2026 realizzeremo una mostra alla Reggia di Portici e, negli anni successivi, un’esposizione permanente proprio a Santa Maria la Nova”. La prima sala, “Dipinti ritrovati – Ritorni e recuperi”, riunisce opere che raccontano la storia sociale e artistica della Napoli tra XIX e XX secolo. Tra queste spiccano Il Pazzo e i savi di Lionello Balestrieri, il monumentale Entrata di Vittorio Emanuele II in Roma di Francesco Sagliano e lavori di Martelli, Boschetto e Pagliara. Accanto ai dipinti anche la scultura in bronzo La spina di Saverio Gatto (1929). Il secondo nucleo, “Omaggio a Napoli”, propone un viaggio nella pittura di veduta dal Settecento all’Ottocento: dalla Marina settecentesca di Adrien Manglard alla Veduta di Napoli da Santa Lucia di Pietro Fabris, fino ai paesaggi ottocenteschi di Federico Cortese, Giuseppe Laezza, Joseph Rebell e Pasquale Mattej. Un percorso che esalta la luce e la bellezza del golfo, da sempre fonte d’ispirazione per artisti di ogni provenienza. Chiude l’esposizione la sezione “Figure di donna”, dedicata alla raffigurazione femminile tra intimità, simbolismo e modernità. Tra le opere esposte spiccano La Civiltà del 1870 di Eurisio Capocci, La tempesta di Michele Tedesco, Sogni di Carmine Toro e Pallida Mors di Mario Borgoni. Completano la sala raffinati pastelli di De Sanctis e Borgoni e la scultura Clara di Giuseppe Renda. Con questa apertura, la Città Metropolitana restituisce al pubblico un capitolo importante della propria identità culturale, avviando un processo strutturato che nei prossimi anni renderà pienamente fruibile l’intero patrimonio della collezione.
di Mat. Lib.


