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Napoli, Battaglia scrive a Durigon: “Salvate il progetto per i 1.200 disoccupati”

In ATTUALITA', CAMPANIA, NAPOLI
Luglio 06, 2026
L'Arcivescovo chiede al Governo di sbloccare il piano di inserimento lavorativo: “Il lavoro è dignità, non si abbandonino queste famiglie”.

La Chiesa di Napoli scende in campo al fianco dei 1.200 disoccupati e inoccupati di lunga durata che rischiano di vedere sfumare il proprio percorso di inserimento lavorativo. Il cardinale Don Mimmo Battaglia, arcivescovo della città, ha inviato una lettera aperta al sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon chiedendo un intervento urgente per evitare il blocco del progetto nato per offrire una concreta opportunità di lavoro a centinaia di famiglie.  La presa di posizione dell’arcivescovo arriva dopo la protesta dei lavoratori che questa mattina hanno raggiunto il Duomo di Napoli per chiedere il sostegno della Chiesa. Una manifestazione pacifica, ma segnata dalla preoccupazione di chi, dopo aver firmato il contratto e iniziato le attività, teme ora di ritrovarsi nuovamente senza alcuna prospettiva. Il progetto, frutto del protocollo d’intesa sottoscritto nel maggio 2024 tra Ministero del Lavoro, Città Metropolitana, Comune di Napoli e successivamente Regione Campania, sembrava ormai definitivamente avviato. A maggio sono stati firmati i contratti, mentre tra la fine del mese e l’inizio di giugno sono partiti i tirocini con visite mediche e coperture assicurative già attivate. Poi l’improvviso stop, attribuito a criticità di natura burocratica e amministrativa.  “Dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, una storia di attesa e di speranza”, scrive Battaglia nella lettera indirizzata a Durigon. L’arcivescovo sottolinea come molti dei beneficiari abbiano rinunciato ad altre opportunità lavorative confidando nella serietà delle istituzioni. “Sospendere tutto proprio adesso significa infliggere un’ulteriore ferita a chi vive già da troppo tempo una condizione di precarietà. Le responsabilità della burocrazia non possono ricadere sulle spalle dei cittadini”.  Il cardinale evidenzia inoltre il rischio che la mancata prosecuzione del progetto possa aggravare ulteriormente il disagio sociale in una città già fortemente segnata dalla disoccupazione e dalla povertà.  Sul caso si è creato un fronte istituzionale compatto. Il sindaco Gaetano Manfredi e il Consiglio comunale avevano già chiesto al Ministero del Lavoro un intervento immediato per chiarire le ragioni dello stop e garantire la continuità del progetto.  Nella sua lettera Battaglia avanza due richieste precise: sbloccare senza ulteriori ritardi il percorso già avviato e convocare un tavolo di confronto al Ministero per risolvere le criticità amministrative senza interrompere i tirocini. L’arcivescovo chiede inoltre che vengano corrisposte le indennità spettanti ai partecipanti.  “Sbloccare questi tirocini – conclude Battaglia – sarebbe un segno concreto che lo Stato non abbandona chi ha creduto nelle istituzioni e nella legalità”.   Per l’arcivescovo di Napoli la vicenda va oltre il semplice aspetto amministrativo.   “Il lavoro è la via privilegiata attraverso cui ogni persona costruisce la propria dignità e il proprio futuro”, scrive, trasformando il caso dei 1.200 tirocinanti in una questione che interpella non solo la politica, ma anche la coscienza civile del Paese.  Ora la decisione spetta al Governo. Da Napoli sale un appello forte affinché una vicenda burocratica non si trasformi nell’ennesima occasione perduta per centinaia di famiglie che attendono soltanto il diritto di lavorare.

di Fausto Sacco