
Una folla oceanica ha accolto Papa Leone XIV a Tor Vergata, per la grande veglia del Giubileo. Il Pontefice è atterrato in elicottero da San Pietro intorno alle 19:30 e, come previsto, ha attraversato i settori gremiti di fedeli a bordo della papamobile, salutando con affetto i giovani giunti da ogni parte del mondo. L’arrivo del Papa ha segnato l’inizio ufficiale della veglia, momento culminante di una giornata carica di spiritualità, musica e testimonianze. Leone XIV è poi sceso dalla papamobile e ha proseguito a piedi fino al palco-altare, portando personalmente la croce del Giubileo. Con lui, 200 giovani e i volontari che da giorni si occupano dell’accoglienza dei pellegrini. In mattinata, incontrando gli artisti che hanno animato la festa, il Papa aveva espresso la sua gratitudine: “Per me è un privilegio, è una benedizione poter partecipare in questa missione, in questo servizio, come Vescovo di Roma, come Santo Padre, conoscendo soprattutto la fede, l’entusiasmo e la gioia che condividiamo.” Durante la veglia, il Pontefice ha risposto ad alcune domande del pubblico, toccando temi fondamentali per la vita dei giovani e per il futuro della società. “Cercando con passione la verità, noi non solo riceviamo una cultura, ma la trasformiamo attraverso scelte di vita. La verità è un legame che unisce parole e cose, nomi e volti. La menzogna, invece, li separa, generando confusione ed equivoco.” Leone XIV ha poi sottolineato il valore dell’amicizia come via per la pace, e la bellezza delle vocazioni come espressione del dono di sé: “L’amicizia può cambiare il mondo. Il matrimonio, l’ordine sacro e la consacrazione religiosa esprimono un dono di sé libero e liberante, che ci rende davvero felici.” Commovente il richiamo al beato Pier Giorgio Frassati: “Vivere senza fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere una lotta per la Verità non è vivere, ma vivacchiare.” Il Papa ha infine lanciato un forte appello ai giovani: “Cercate la giustizia, rinnovando il modo di vivere, per costruire un mondo più umano! Servite il povero, testimoniando il bene che vorremmo sempre ricevere dal prossimo.”
Il ricordo delle giovani vittime
Nel corso della veglia, Papa Leone XIV ha rivolto un pensiero speciale a due giovani pellegrine decedute durante il Giubileo: Maria, una ragazza spagnola, e Pascale Rafic, 18enne egiziana, morta per un malore mentre viaggiava in pullman verso Roma. “Preghiamo per Maria, per Pascale e per i loro familiari. E anche per un altro giovane pellegrino, Ignazio Goncalves, attualmente ricoverato all’ospedale Bambino Gesù.” La veglia si è conclusa in un clima di raccoglimento, speranza e commozione, con canti e momenti di preghiera condivisa. Un appuntamento che resterà nel cuore di migliaia di giovani, rafforzando in molti la volontà di essere “testimoni di giustizia e di pace”, come ha chiesto il Papa, “in un mondo che ha un urgente bisogno di speranza”.
di Fausto Sacco


