La tutela del mare e degli ecosistemi costieri rappresenta una sfida che il settore della pesca è pronto a raccogliere. È la posizione espressa dall’Unci Campania, che accoglie con favore il disegno di legge regionale contro la dispersione delle microplastiche nelle acque, promosso dall’assessore Fiorella Zabatta, e sostiene la strategia della giunta guidata da Roberto Fico per rafforzare la sostenibilità ambientale delle attività produttive. A sottolinearlo è Gennaro Scognamiglio, presidente dell’Unci Campania e dell’Unci Agroalimentare nazionale, che ribadisce il pieno sostegno dell’organizzazione a tutte le iniziative finalizzate alla salvaguardia del patrimonio marino e costiero. “Siamo assolutamente favorevoli a ogni misura volta a tutelare l’ecosistema marino e costiero – afferma Scognamiglio –. Condividiamo gli obiettivi del provvedimento che punta a incentivare l’utilizzo di cassette sostenibili in sostituzione di quelle in polistirene, tradizionalmente impiegate nelle attività di pesca”. Secondo il presidente dell’Unci, il comparto ittico è già da tempo impegnato in un percorso di innovazione e modernizzazione, volto a ridurre l’impatto ambientale delle attività e a garantire una gestione sempre più responsabile delle risorse marine. “Le imprese e i lavoratori del settore – spiega – stanno investendo in tecnologie avanzate, materiali innovativi e buone pratiche che consentano di migliorare l’efficienza della pesca, tutelare la biodiversità e preservare lo stock ittico. La sostenibilità ambientale deve procedere di pari passo con quella economica e sociale”. L’Unci guarda con favore anche all’indirizzo politico annunciato dal presidente della Regione, che individua nella difesa del mare una priorità strategica. Un cambio di passo che, secondo Scognamiglio, può rappresentare un’opportunità concreta per accompagnare le imprese nella transizione ecologica senza penalizzare il lavoro e la competitività del settore. “Siamo convinti – aggiunge – che sia possibile costruire una collaborazione efficace tra istituzioni e operatori per salvaguardare il mare, le coste, i parchi marini e il patrimonio biologico della Campania, valorizzando al tempo stesso una delle attività più identitarie del territorio, come la pesca, che continua a garantire prodotti di qualità e il sostentamento di numerose comunità costiere”. L’associazione conclude assicurando piena disponibilità al confronto con la Regione e con tutti gli attori coinvolti nel percorso di transizione ecologica. “La collaborazione – conclude Scognamiglio – è la strada giusta per coniugare tutela dell’ambiente, sviluppo del settore ittico e interesse generale”.
di Marco Iandolo

