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Poggioreale, chiuso il bar abusivo a pochi passi dal carcere

In CAMPANIA, CRONACA, NAPOLI
Agosto 20, 2026
Custodia di smartphone, deposito di borse e preparazione dei pacchi per i detenuti: i Carabinieri scoprono un’attività completamente priva di autorizzazioni. Il locale risultava accatastato come civile abitazione. Per il titolare una sanzione superiore ai 7mila euro.

Un vero e proprio punto di riferimento per i familiari dei detenuti, organizzato a pochi passi dalle mura del carcere di Poggioreale. Ma completamente abusivo. È quanto hanno scoperto i Carabinieri nel corso dei controlli effettuati nella zona dell’istituto penitenziario napoletano. I militari hanno messo fine all’attività di un locale che, oltre a funzionare come bar senza le necessarie autorizzazioni, offriva una serie di servizi rivolti principalmente alle persone in attesa di accedere ai colloqui con i detenuti. Un’attività che, secondo quanto accertato, non si limitava alla somministrazione abusiva di alimenti e bevande. Tra i servizi offerti figurava anche la custodia degli smartphone, un’esigenza particolarmente sentita dai familiari che devono entrare nel carcere e non possono portare con sé il telefono cellulare. Per pochi euro era possibile lasciare il proprio smartphone in deposito, generando così un flusso costante di clienti legato all’elevato numero di persone che quotidianamente si recano presso la struttura penitenziaria. Ma il locale offriva anche servizi di deposito per borse, zaini e altri bagagli, oltre alla pesatura e alla preparazione dei pacchi destinati ai detenuti. Un vero e proprio piccolo hub di servizi costruito attorno alle esigenze dei familiari dei reclusi. L’attività, inoltre, sarebbe stata pubblicizzata anche attraverso i canali social, rendendo facilmente riconoscibili i servizi offerti alla clientela. I controlli dei Carabinieri hanno fatto emergere una situazione irregolare sotto diversi profili. Il locale era infatti completamente sprovvisto dei titoli autorizzativi necessari per la somministrazione di alimenti e bevande al pubblico. Non solo: i locali risultavano catastalmente destinati a uso di civile abitazione. Al termine degli accertamenti è quindi scattata la chiusura immediata dell’attività. Nei confronti del titolare è stata inoltre elevata una sanzione amministrativa complessiva superiore ai 7mila euro. L’intervento riaccende l’attenzione sui controlli nelle aree a ridosso degli istituti penitenziari, dove l’elevato afflusso quotidiano di familiari e visitatori può alimentare attività commerciali e servizi informali destinati a chi si prepara ad affrontare i colloqui con i detenuti. In questo caso, però, quella che sembrava essere diventata una presenza consolidata nella quotidianità di chi frequenta Poggioreale si è rivelata un’attività completamente priva delle autorizzazioni previste dalla legge.

di Marco Iandolo