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Potenza, deposita proposta di legge, per cassare aumento spese per consiglieri regionali.

In BASILICATA, POLITICA, POTENZA
Agosto 29, 2024
Depositata dai consiglieri regionali di centro-sinistra una proposta di legge per ridurre i costi della politica.

E’ con un formale atto politico che i consiglieri regionali di centro sinistra -Alessia Araneo e Viviana Verri (M5s), Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello (Bcc), Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza e Piero Marrese (Pd), Antonio Bochicchio (AVS-Psi-LBp)- provano a mettere la parola fine alle polemiche ingenerate dal loro voto di astensione (e non contrario) sulla legge che ha aumentato -dal primo settembre- la spesa per i consiglieri regionali di 455 mila euro annui. Con la nota che segue, infatti, comunicano di aver depositato una proposta di legge che cancella le modifiche introdotte con la LR n.22/2024, con sostegno all’attività dei gruppi senza i maggiori costi introdotti dalla predetta norma. Pochi articoli con cui, in primis: “si procede a ripristinare quanto già previsto precedentemente all’approvazione della suddetta legge e cioè che il riconoscimento di 1/3 della somma attribuita a ciascun Consigliere regionale a titolo di spese per l’esercizio del mandato è subordinato all’instaurazione di rapporti contrattuali di natura privatistica da parte del medesimo Consigliere.” Quindi si riportano “i limiti di spesa per il personale dei gruppi consiliari ai valori limiti di € 53.300 a differenza dei 75.000 € fissati con l’approvazione della legge regionale n°22/2024 e si ripristina l’esclusione del contributo annuo previsto dall’art. 6 comma 1 della legge regionale n. 8 del 1998 per i gruppi consiliari composti da un solo Consigliere, salvo quelli che risultino così composti all’esito delle elezioni regionali.” Per rafforzare e supportare i gruppi consiliari, nella proposta viene “prevista l’assegnazione, in posizione di distacco, a ciascun gruppo consiliare di una unità di personale dipendente già in servizio nei ruoli della giunta o del consiglio regionale.” Il tutto, chiosa la proposta, deve avvenire senza “nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dall’attuazione della legge.” Bene. Meglio tardi che mai. Quando la proposta arriverà in consiglio regionale verrà ripristinato con maggiore chiarezza “chi vuole cosa“, ma prima ancora lo farà la prassi -ampiamente promessa- di non utilizzare quanto introdotto dalla legge approvata il 2 agosto scorso. Basterà  a recuperare il colpo subito? Non lo sappiamo. Sicuramente questa può essere la strada lunga ma giusta per recuperare le conseguenze dell’infelice “scelta del voto di astensione durante la seduta consiliare” pur, come si spiega, essere “stata anche motivata con il rendere più sostenibile un errore commesso, e riconosciuto, dalla collega Viviana Verri.” (sbagliare è umano). Ed è anche il modo per dare a Cesare la colpa che è di Cesare! Ecco a seguire la nota dei consiglieri:

 “Abrogare e modificare immediatamente la legge regionale n°22/2024” approvata in un caldo agosto con il voto a favore della sola maggioranza di centro destra”. E’ quanto dichiarano in una nota diffusa alla stampa i consiglieri regionali di centrosinistra Alessia Araneo e Viviana Verri (M5s), Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello (Bcc), Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza e Piero Marrese (Pd), Antonio Bochicchio (AVS-Psi-LBp), che questa mattina hanno depositato una proposta di legge recante modifiche al testo unico in materia di indennità di carica, di funzione, di rimborso spese, di missione, di fine mandato e di assegno vitalizio spettanti ai consiglieri regionali della Regione Basilicata e modifiche alla nuova disciplina delle strutture di assistenza agli organi di direzione politica ed ai gruppi consiliari della Regione Basilicata. “Abbiamo ampiamente dichiarato – sottolineano i consiglieri firmatari della pdl – di non essere d’accordo sul provvedimento e già detto che non avremmo messo in tasca alcun euro in più. La scelta del voto di astensione durante la seduta consiliare è stata anche motivata con il rendere più sostenibile un errore commesso, e riconosciuto, dalla collega Viviana Verri, in questi giorni presa di mira da una certa stampa. Ma per evitare ulteriori equivoci nessuno di noi ha rescisso contratti stipulati prima dell’approvazione della norma. Per noi già tutto è rimasto come prima: non un euro in più nelle nostre tasche. Visto che si è voluto quasi scaricare su di noi questa responsabilità addebitataci da alcuni circuiti politici mediatici editoriali al fine di provare ad indebolirne l’opposizione al governo Bardi, oggi a prima firma della collega Verri abbiamo depositato la proposta di legge per ripristinare la rendicontazione dei 1950 euro previsti come spese per esercizio del mandato. Abbiamo anche già dichiarato – continua la nota – che non c’è alcuna norma per far proliferare i gruppi che necessitano tuttavia di maggiore supporto, in particolar modo per la minoranza, considerato che si hanno meno risorse a disposizione rispetto alla potenza e al potere del governo della Regione. Anche per questo motivo, hanno concluso i consiglieri, con la proposta di legge chiediamo, preferibilmente, di assegnare a ciascun gruppo una unità interna al consiglio o alla giunta regionale, ad invarianza di spesa. Con il deposito della proposta di legge, prima firmataria Viviana Verri, hanno concluso i consiglieri, si capirà se il problema siamo noi o il centrodestra che sostiene Bardi.” Conclude la nota dei Viviana Verri, Alessia Araneo, Angelo Chiorazzo, Gianmichele Vizziello, Piero Lacorazza, Roberto Cifarelli, Piero Marrese, Antonio Bochicchio.

di Marco Iandolo