Sciopero della fame , sotto il palazzo del governo regionale di Basilicata da parte di alcuni lavoratori, ex Rmi (Reddito minimo di inserimento) e Tis (Tirocini di inclusione sociale), impegnati da anni in progetti di pubblica utilità per circa 600 euro al mese e senza alcune prospettiva futura. Ad annunciarlo la Cub (Confederazione Unitaria di Base) Basilicata che spiega : “si andrà avanti fino a quando non saranno convocate le parti sociali che hanno chiesto formalmente un incontro all’assessore alle Attività Produttive Francesco Cupparo sulla vertenza”.
Il 12 luglio 2024-ricorda Donato Auria della Cub- è stato chiesto un incontro per cercare di riprendere il lavoro avviato dall’ex assessore Michele Casino. In assenza di risposta l’1 agosto l’assessore Cupparo è stato di nuovo sollecitato ad organizzare un incontro.
Ad oggi i lavoratori non hanno ricevuto risposta. Dopo oltre 500 giorni protesta, mesi e mesi passati nella tenda sotto il palazzo della Regione, il potere politico che governa la regione dovrebbe mettersi in testa che non può continuare a fare finta di niente, serve una risposta chiara e netta per mettere fine a tutto quello che i lavoratori Tis e Rmi stanno sopportando. A tanti politicanti – denuncia il sindacalista – fa comodo avere i lavoratori Tis e Rmi inquadrati come tirocinanti a vita nei posti di lavoro senza nessun diritto e utilizzarli come meglio si crede. È funzionale tenere questi lavoratori in questo stato mentre poi si danno tantissimi soldi agli Enti formativi?Sono morti due lavoratori di questa platea mentre svolgevano il proprio lavoro al servizio della collettività, come abbiamo detto più volte e accertato, e un altro lavoratore il 2 luglio ha rischiato di fare la stessa fine. Lo sciopero-conclude a- sarà sospeso quando saranno convocati i sindacati che hanno chiesto l’incontro.
dalla redazione
