Cambio di rotta per le elezioni regionali in Campania. Dopo settimane di ipotesi e indiscrezioni, il presidente Vincenzo De Luca ha deciso di anticipare la consultazione elettorale di una settimana: non più il 23 e 24 novembre, ma domenica 16 e lunedì 17 novembre 2025. Una scelta che potrebbe trasformarsi in un “election day” nazionale, dal momento che anche Veneto e Puglia stanno convergendo sulle stesse date. Il decreto di indizione sarà firmato nella prima settimana di settembre, ma la nuova calendarizzazione appare ormai definita. La decisione di De Luca nasce da valutazioni di carattere politico e organizzativo: un allineamento con altre regioni interessate al voto rafforzerebbe l’idea di un appuntamento elettorale unitario, in grado di catalizzare l’attenzione del Paese. L’anticipo delle urne comporta inevitabilmente un’accelerazione dei tempi burocratici. La presentazione delle liste dei candidati alla Presidenza della Regione e al Consiglio Regionale dovrà avvenire sabato 18 e domenica 19 ottobre. I partiti avranno dunque un mese in meno per chiudere accordi, stilare candidature e definire alleanze. Sul fronte politico, lo scenario resta complesso. Nel campo del centrosinistra pesa ancora la questione della ricandidatura di De Luca, che non ha sciolto pubblicamente la riserva, mentre il centrosinistra nazionale appare diviso sulle scelte campane. Sul fronte opposto, il centrodestra è al lavoro per arrivare a un candidato unitario, mentre il Movimento 5 Stelle continua a ragionare su possibili alleanze. La contemporaneità del voto in tre regioni — Campania, Veneto e Puglia — offre un dato politico rilevante. Un election day a metà novembre potrebbe trasformarsi in un test nazionale per gli equilibri politici in vista delle prossime scadenze, a partire dalle elezioni europee del 2026. In attesa della firma ufficiale del decreto, la macchina elettorale è già in movimento. Partiti e coalizioni sanno di avere davanti un calendario più serrato, che impone scelte rapide e decisive. La Campania, ancora una volta, si conferma terreno politico centrale nel dibattito nazionale.
di Marco Iandolo

