La Lega B ha manifestato il suo pensiero in merito al nuovo piano di riforme della FIGC, con particolare riferimento ai criteri finanziari e alla governance del sistema calcistico. Riunitisi a Milano, i rappresentanti dei club hanno portato alla luce le loro valutazioni e proposte, molte delle quali incorporate nel progetto federale.
Uno degli aspetti salienti emersi dall’assemblea riguarda la salute economica delle società, dove la Lega B si è sempre mostrata attiva e propositiva. Fra le iniziative accolte, figurano misure volte a rafforzare i controlli e a semplificare gli obblighi burocratici. “La nostra attenzione alla gestione virtuosa ci consente di guardare con ottimismo alle riforme. Abbiamo lavorato per una competizione leale e per la stabilizzazione del sistema”, ha dichiarato Mauro Balata, presidente della Lega B.
Tuttavia non tutto è stato accolto positivamente. Resiste una preoccupazione relativa alla coesione interna al mondo calcistico, in cui tensioni tra le componenti potrebbero frenare il processo di riforma. Dal dibattito è emerso un appello affinché le principali leghe professionistiche non vengano tenute ai margini di questi cambiamenti, ritenuti fondamentali per la crescita congiunta.
Uno dei nodi più controversi è quello legato alle promozioni e retrocessioni che, a giudizio della Lega B, dovrebbero rispecchiarsi in maniera simmetrica tra le varie categorie. La critica individua nel format attuale una fonte di distorsione, con un eccessivo turnover di squadre che pregiudica ogni forma di pianificazione a lungo termine su più fronti: politico, sportivo ed economico.
Altro fronte di nett[]a opposizione riguarda le seconde squadre dei grandi club in serie B e la reintroduzione delle multiproprietà, che secondo l’assemblea potrebbero nuocere all’integrità della competizione. Discutibili anche le proposte di accorpamento tra Lega Dilettanti e Lega Pro: per i club di serie B ciò porterebbe a uno scenario di squilibrio e caos, con negative ripercussioni economiche e gestionali.
In conclusione, mentre alcuni passi sono stati compiuti nella direzione giusta, rimangono importanti questioni aperte e dibattiti accesi che sottolineano la complessità del processo di riforma del calcio italiano. La Lega B si conferma dunque attore critico e costruttivo di tale processo, evidenziando la determinazione nel percorrere una strada che possa portare a un calcio più giusto e sostenibile.
