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Sciolti per infiltrazioni camorristiche i Comuni di Sarno e Torre Annunziata

In CAMPANIA, CRONACA, NAPOLI
Giugno 04, 2026
Commissioni straordinarie per 18 mesi dopo la decisione del Consiglio dei ministri. Nel mirino condizionamenti della criminalità organizzata sull’attività amministrativa

Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento dei consigli comunali di Sarno e Torre Annunziata, in provincia di Salerno e Napoli, per accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata. La decisione, assunta su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, è stata adottata ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali.  Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale di Palazzo Chigi, le verifiche condotte hanno evidenziato situazioni tali da compromettere il buon andamento dell’azione amministrativa, rendendo necessario l’intervento straordinario dello Stato. Per entrambi i Comuni è stato disposto l’affidamento della gestione a commissioni straordinarie che resteranno in carica per diciotto mesi, periodo durante il quale verrà assicurata la continuità amministrativa in sostituzione degli organi elettivi.

Il caso Torre Annunziata: dimissioni e tensioni istituzionali

Particolarmente complessa la situazione di Torre Annunziata, dove lo scioglimento arriva dopo settimane di forte tensione politica e istituzionale. Il sindaco Corrado Cuccurullo aveva infatti rassegnato le dimissioni circa un mese fa, a seguito delle dichiarazioni del procuratore della Repubblica Nunzio Fragliasso, che aveva denunciato pubblicamente la presenza di “ombre, opacità e contiguità con la criminalità organizzata” all’interno dell’amministrazione locale. Le parole del magistrato, pronunciate in occasione dell’avvio della demolizione di Palazzo Fienga — edificio simbolo della presenza storica della camorra sul territorio — avevano acceso un acceso dibattito politico e istituzionale. Lo stesso sindaco aveva definito quelle affermazioni “gravi e profondamente ingiuste”, salvo poi confermare le dimissioni nei termini di legge. Nel frattempo, la gestione dell’ente era già stata affidata a un commissario prefettizio, in attesa delle decisioni definitive del governo.

La relazione della commissione di accesso

Determinante ai fini dello scioglimento è stata anche l’attività della commissione di accesso agli atti, incaricata di verificare eventuali infiltrazioni e condizionamenti mafiosi all’interno dell’ente. Le risultanze dell’indagine avrebbero confermato criticità tali da giustificare l’adozione della misura più drastica prevista dall’ordinamento per gli enti locali. Con la nomina delle commissioni straordinarie, lo Stato assumerà ora la gestione diretta dei due Comuni, in attesa di ristabilire le condizioni per il ritorno al voto e alla normale vita democratica.

di Marco Iandolo