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Scontro sul Futuro della Magistratura: Tra Test Psicoattitudinali e Riforme Radicali

In POLITICA
Marzo 27, 2024

La riforma della magistratura italiana sta per affrontare un periodo di profondi cambiamenti e non mancano le polemiche. Al centro del dibattito vi sono i test psicoattitudinali per aspiranti magistrati, proposti dal ministro della Giustizia Nordio, e annunci significativi come la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, nonché la revisione della legge Severino. Misure che hanno sollevato un vespaio di reazioni nel mondo della magistratura e che prefigurano un confronto acceso con l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM).

Con la proposta di separazione delle carriere, si apre quindi uno scenario che potrebbe alterare radicalmente l’attuale sistema di amministrazione della giustizia in Italia. La riforma prevede la divisione dei magistrati in due corpi distinti, uno giudicante e uno requirente, ciascuno con un proprio Consiglio Superiore della Magistratura. L’intento è quello di garantire maggiore trasparenza e indipendenza nelle funzioni svolte, ma la strada è lunga e richiede una modifica della Costituzione.

La contesa si infiamma non solo sul piano della separazione delle carriere ma anche nel dibattito sui test psicoattitudinali, che il Guardasigilli ritiene necessari per coloro che “hanno in mano la vita delle persone”. Dall’altro lato, numerosi magistrati, tra cui il procuratore di Napoli Gratteri, contestano l’iniziativa, suggerendo l’introduzione di test analoghi per tutti i ruoli apicali della pubblica amministrazione e non solo. A tale proposito, non mancano le risposte pacate, come quella del vicepremier e ministro Antonio Tajani, che non vede ostacoli nell’applicazione degli stessi test ai politici.

Il fronte della magistratura si mostra tuttavia combattivo e non esclude l’ipotesi di mobilitazioni che potrebbero sfociare in uno sciopero. L’ANM, rappresentata dal presidente Giuseppe Santalucia, enfatizza come la giurisdizione italiana sia unica nel suo genere e si veda oggetto di un’attenzione particolare da parte del governo. Inoltre, sottolinea l’esistenza di meccanismi di supervisione per casi di squilibrio psicologico già previsti dall’ordinamento giudiziario italiano.

La tensione è destinata a rimanere alta fino alla prossima riunione del comitato direttivo centrale dell’ANM prevista per il 6 aprile, dove saranno valutate le azioni da intraprendere.

In questo scenario di potenziali conflitti, l’opinione pubblica attende di vedere se il dialogo tra governo e magistratura possa portare a soluzioni condivise o se la riforma continuerà a procedere in un clima di contrapposizione. Ciò che è certo è che il futuro della giustizia italiana si trova di fronte a un bivio, dove le scelte effettuate oggi determineranno il volto del sistema per i decenni a venire.