Marco Patarnello, sostituto procuratore della Cassazione, esponente di magistratura democratica, la corrente di centrosinistra dei giudici, due giorni fa, notizia pubblicata dalla stampa nazionale e non smentita dall’interessato, ha inviato ai colleghi magistrati una mail nella quale chiede ai suoi sodali di essere “compatti” contro la Presidente Meloni e l’attuale Governo “perché Meloni non ha inchieste giudiziarie a suo carico e non si muove per interessi personali, ma per visioni politiche, e questo la rende molto più forte” In un successivo passaggio Patarnello aggiunge “a questa situazione dobbiamo porre rimedio”. Minaccia oscura che può preludere a tutto. Di queste dichiarazioni il procuratore dovrebbe essere chiamato a rendere conto ma i suoi compagni magistrati con un ennesimo rigurgito corporativistico non solo non si dissociano ma lo difendono. Da cittadino italiano sono indignato rispetto a questo ennesimo fatto gravissimo che dimostra ancora una volta che i magistrati non amministrano la giustizia ma agiscono come un soggetto politico con l’obbiettivo di scardinare un sistema democratico eletto dagli italiani e che in Parlamento detiene una robusta maggioranza. Le affermazioni scandalose di questo signore tolgono qualsivoglia credibilità alla magistratura tutta e fanno perdere credibilità a tutto il sistema della giustizia in Italia, considerato che nessun magistrato smentisce o si dissocia. Quale credibilità possono avere le sentenze se chi le formula ha come solo obbiettivo il sovvertimento della democrazia parlamentare. Non ha pensato questo personaggio che le sue affermazioni possono finanche armare la mano di qualche squilibrato che si sentirebbe autorizzato dalla magistratura a farsi “giustizia”. La cassa di risonanza della medialità porta dovunque questi messaggi che contengono una violenza interiore che li fa assomigliare alla violenza fascista
di Domenico Salerno

