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SI’, SI’. SI’, assolutamente SI’

In ATTUALITA', INSERTI ATTUALITA', OPINIONE
Gennaio 18, 2026
Il punto della situazione di Domenico Salerno….

Patetici e ipocriti i commenti a favore del no al voto referendario sulla giustizia del finalmente prossimo 22 marzo. Patetici perché è tutto un arrampicarsi sugli specchi per cercare di dimostrare l’indimostrabile. Nella riforma non è previsto alcun asservimento dei magistrati alla politica. L’autonomia della magistratura è confermata secondo il dettame costituzionale e viene, solo introdotto il sorteggio per la composizione dei due CSM. Un sorteggio voluto dalla stessa parte onesta della magistratura che non si è riconosciuta nella deriva che Palamara e Co. hanno rappresentato.  Patetici e inutilmente prolissi i fautori del no! In tempi di comunicazione globale che, per questo aspetto molto positivamente, limita il numero delle parole nei messaggi, per evitare sproloqui che nessuno andrebbe a leggere, si ricordano anche autorevoli affermazioni che vengono dal passato. Una delle regole dettate da San Francesco, riconosciuto tra i più grandi predicatori nella storia della Chiesa era così dettata: la brevità dei sermoni. Bisognerebbe far tesoro di queste indicazioni.  Ma oltre ad essere patetici i fautori del no sono anche ipocriti, perché in realtà accusando di ipotetiche intromissioni della politica a danno dei magistrati, fanno emergere il loro rimorso per aver distrutta un’intera classe politica calpestando la giustizia e le leggi.  Alla fine degli anni 90 i partiti politici, nessuno escluso, avevano al loro interno dei comitati d’affari che avevano obbiettivamente degradato la politica

dimenticando addirittura il significato di bene comune ad essa attribuita. La condanna ai politici sarebbe dovuta venire dai cittadini e da un regolare esercizio del voto, invece un gruppo di potere costituito dall’imprenditore PCI De Benedetti, dallo stesso PCI, dal quotidiano Repubblica e dai magistrati giustizialisti, con l’uso indiscriminato e illegittimo della carcerazione preventiva si resero artefici di una vera rivoluzione in puro stampo stalinista.  Oggi per fortuna non sarebbe più possibile un’iniziativa del genere; i cittadini sono meno obnubilati e più consapevoli della realtà dei fatti e di ciò che rappresentano le forze politiche, eppure il tentativo di ribaltare l’attuale governo e assetto democratico è stato perpetrato e sempre più emergono fatti gravi e ancora in parte oscuri. Non si può non ricordare quando l’attuale Ministro della Difesa Crovetto dichiarò che su di lui si stava svolgendo un’attività illecita di raccolta di informazioni, un dossieraggio in stile stalinista-mafioso, da parte di alcuni magistrati. Crovetto dichiarò di non avere scheletri nell’armadio e si recò dal Presidente della Repubblica quale capo del CSM. Oggi abbiamo la prova, con indagini ancora in corso che il dossieraggio, e non solo su Crovetto, fu voluto, avallato e giustificato da un magistrato che oggi siede in Parlamento nel gruppo dei 5stelle. Dossieraggi che nemmeno ai tempi di Gladio e della P2 erano di tale ampiezza. Ma non c’è solo il tentativo contro il Ministro Crovetto ed altri politici di centro-destra. Risulta con dati certi che in un’assemblea dell’Associazione Nazionale Magistrati, a Palermo, fu discuso di quali strumenti mettere in atto per far cadere il Governo presieduto da Giorgia Meloni.  Parlare di ipocrisia è poca cosa.  Perciò: Sì, sì. sì, assolutamente sì al referendum confermativo sulla giustizia.

di Domenico Salerno