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Sorrento, il finto perito del tribunale finisce in manette: 22enne arrestato per truffa agli anziani

In CAMPANIA, CRONACA, NAPOLI
Agosto 18, 2026
Il giovane si sarebbe presentato a casa di due anziani dopo una telefonata di un falso maresciallo: nel mirino circa 2.500 euro in contanti e diversi gioielli. Il genero delle vittime ha intuito la truffa e ha allertato i Carabinieri

Prima il falso maresciallo, poi il sedicente perito del tribunale. È la nuova versione della truffa agli anziani messa in atto, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, ai danni di una famiglia di Sorrento. A finire in manette è stato un 22enne di origine marocchina, arrestato dai militari dell’Arma con l’accusa di truffa aggravata. La messinscena sarebbe iniziata con una telefonata arrivata su una linea fissa, intestata a un’anziana prossima ai 99 anni. A rispondere è stato il figlio, 68 anni. Dall’altra parte della cornetta, un uomo che si sarebbe qualificato come maresciallo dei Carabinieri. Il sedicente militare avrebbe raccontato all’uomo che la sua automobile era stata utilizzata per commettere una rapina. Da qui la richiesta di consegnare denaro e oggetti preziosi presenti in casa, che sarebbero serviti – questa la versione fornita dal truffatore – per effettuare una comparazione con la refurtiva.  Una storia costruita per mettere in allarme le vittime e spingerle ad agire rapidamente.  Il 68enne, insieme alla madre, avrebbe quindi raccolto circa 2.500 euro in contanti, oltre a diversi gioielli, tra cui bracciali, collane e un anello particolarmente caro alla famiglia.  A quel punto sarebbe dovuto arrivare il presunto “perito del tribunale”, incaricato di ritirare il denaro e i preziosi.  Ma qualcosa è andato storto per i truffatori.  In casa è arrivato il genero dell’anziana che, dopo aver ascoltato il racconto, ha intuito che si trattava di una truffa. L’uomo ha immediatamente contattato i Carabinieri di Sorrento, quelli veri, mettendoli al corrente di quanto stava accadendo.  I militari si sono quindi posizionati nei pressi dell’abitazione, attendendo l’arrivo del complice.  Quando il giovane si è presentato per recuperare il denaro e i gioielli, ha trovato ad attenderlo i Carabinieri. Per lui sono scattate le manette.   Il 22enne, secondo quanto riferito dagli investigatori, non aveva alcun titolo per svolgere il ruolo di perito del tribunale e avrebbe utilizzato quella falsa qualifica per rendere credibile la telefonata del complice e completare la truffa.   Dopo l’arresto, il giovane è stato posto ai domiciliari, in attesa di comparire davanti all’autorità giudiziaria per rispondere dell’accusa di truffa aggravata.   La vicenda ripropone ancora una volta il fenomeno delle truffe ai danni delle persone anziane, dove i malviventi fanno leva sulla paura e sull’autorevolezza di divise, incarichi pubblici e presunti procedimenti giudiziari. In questo caso, però, la prontezza di un familiare ha permesso di interrompere la messinscena prima che denaro e gioielli finissero nelle mani dei truffatori.

di Marco Iandolo