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Sud chiama Nord, accordo con Fratelli d’Italia: De Luca prepara la sfida per le Politiche 2027

In IN EVIDENZA, POLITICA
Ottobre 08, 2026
Il leader del movimento annuncia un’intesa con il partito di Giorgia Meloni, ma rivendica autonomia politica e organizzativa. In Sicilia resterà all’opposizione del governo Schifani. La strategia punta su sindaci e amministratori locali per portare in Parlamento la voce dei territori.

Un accordo politico in vista delle elezioni Politiche del 2027, ma senza rinunciare alla propria identità né all’autonomia sui temi che riguardano la Sicilia. È questa la linea annunciata da Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina, che ha comunicato la chiusura di un’intesa con Fratelli d’Italia, il partito guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.  A rivelarlo è stato lo stesso De Luca in un’intervista al quotidiano L’identità, anticipata alla vigilia dell’uscita in edicola. Secondo quanto dichiarato dal leader di Sud chiama Nord, i dettagli dell’accordo saranno illustrati martedì prossimo nel corso di una conferenza stampa nella sala stampa della Camera dei deputati.  “Stanotte abbiamo chiuso quantomeno l’accordo”, ha dichiarato De Luca, preannunciando l’appuntamento nel quale verranno resi noti i contenuti dell’intesa.

Una lista autonoma per le Politiche 2027

Il punto politico centrale, nelle parole del leader di Sud chiama Nord, è la distinzione tra un’alleanza elettorale tradizionale e un’intesa che consenta al movimento di presentarsi alle prossime elezioni nazionali mantenendo simbolo, lista e identità.  “Non si tratta di un apparentamento, ma saremo presenti alle Politiche 2027 con la nostra lista, il nostro simbolo e la nostra identità”, ha precisato De Luca. Una formula che, nelle intenzioni del movimento, dovrebbe consentire di partecipare alla competizione nazionale senza rinunciare alla propria autonomia organizzativa. Resta ora da conoscere il perimetro concreto dell’accordo, a partire dalle modalità di partecipazione elettorale e dagli eventuali impegni politici che saranno formalizzati durante la conferenza stampa.  L’intesa con Fratelli d’Italia apre così un nuovo capitolo nella strategia nazionale di Sud chiama Nord, movimento che rivendica una rappresentanza costruita a partire dalle amministrazioni locali e dalle esigenze dei territori.

Sicilia, nessun cambio di linea sul governo Schifani

De Luca ha voluto chiarire che l’accordo nazionale non comporterà un cambiamento della posizione assunta in Sicilia. “Avremo mani libere e dunque rimarremo all’opposizione del governo Schifani”, ha affermato, tracciando una distinzione tra il rapporto con Fratelli d’Italia sul piano nazionale e il ruolo del movimento nello scenario politico regionale.   È un passaggio significativo, perché separa i due livelli dell’intesa: da una parte la prospettiva delle elezioni Politiche del 2027, dall’altra gli equilibri siciliani e il confronto con l’esecutivo guidato da Renato Schifani. La conferma dell’opposizione regionale rappresenta, dunque, uno degli elementi che De Luca ha scelto di mettere in evidenza prima ancora della presentazione ufficiale dell’accordo. Sarà la conferenza stampa annunciata per martedì a chiarire quali siano gli impegni condivisi e quali, invece, gli spazi di autonomia lasciati al movimento.

La scommessa sui sindaci e sugli amministratori locali

Il progetto illustrato da De Luca si fonda soprattutto sulla valorizzazione della classe dirigente territoriale. La lista in preparazione, ha spiegato, sarà composta prevalentemente da sindaci e amministratori locali intenzionati a portare direttamente in Parlamento le istanze delle comunità che amministrano. Il leader di Sud chiama Nord ha descritto una fase di interlocuzioni con diversi soggetti politici, sintetizzata con la metafora del “Barbiere di Siviglia”: “Tutti ci vogliono e tutti ci cercano”. Secondo il suo racconto, la scelta di procedere con Fratelli d’Italia sarebbe maturata dopo aver registrato la disponibilità di Giorgia Meloni ad aprire uno spazio politico a un progetto fondato sul radicamento territoriale.  “È come se oggi il territorio abbia deciso di non delegare più ai parlamentari che dovevano rappresentarlo”, ha sostenuto De Luca, rivendicando la volontà di superare i tradizionali meccanismi di rappresentanza attraverso la candidatura diretta di amministratori locali.  Nel mirino del leader del movimento c’è anche la gestione delle risorse destinate agli enti territoriali. De Luca ha denunciato quelli che considera i tagli e il progressivo ridimensionamento del fondo delle autonomie locali, sia a livello regionale sia nazionale, criticando un sistema nel quale, a suo giudizio, le amministrazioni locali finiscono per subire decisioni assunte altrove.

L’accordo alla prova dei contenuti

L’annuncio dell’intesa apre una fase nella quale saranno i dettagli a definire la portata politica dell’operazione. Il rapporto con Fratelli d’Italia dovrà trovare una traduzione concreta nella costruzione della lista, nelle regole della partecipazione elettorale e nella definizione degli spazi di autonomia rivendicati da Sud chiama Nord. Per De Luca, la sfida è portare a Roma una rappresentanza composta da amministratori che conoscono direttamente le difficoltà dei Comuni e che chiedono maggiore attenzione per le autonomie locali. Per Fratelli d’Italia, l’intesa rappresenta un’interlocuzione con un movimento che rivendica un proprio radicamento territoriale, in particolare in Sicilia. La conferenza stampa annunciata alla Camera sarà quindi il primo banco di prova pubblico dell’accordo. Solo allora sarà possibile valutarne con maggiore precisione i termini politici e organizzativi. Una cosa, almeno nelle dichiarazioni di De Luca, è già definita: Sud chiama Nord intende presentarsi alle Politiche del 2027 con una propria lista e mantenere in Sicilia una posizione autonoma rispetto al governo Schifani. Due indicazioni che il leader considera compatibili con l’intesa nazionale e sulle quali si concentrerà l’attenzione nei prossimi giorni.

di Fausto Sacco