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Terremoto FIGC: Gravina si dimette, Buffon lascia la Nazionale

In ATTUALITA', SPORT
Aprile 02, 2026
Dopo il fallimento mondiale, si apre una nuova era per il calcio italiano tra responsabilità, riflessioni e cambiamenti imminenti.

Il calcio italiano vive uno dei momenti più delicati e simbolicamente pesanti della sua storia recente. Le dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina segnano un punto di rottura inevitabile dopo l’ennesima delusione sportiva: l’esclusione dell’Italia dalla Coppa del Mondo per la terza volta consecutiva. Un evento che ha scosso dalle fondamenta l’intero sistema calcistico nazionale. La decisione è maturata al termine di un vertice cruciale con tutte le componenti politiche del Consiglio Federale. Un incontro richiesto dallo stesso Gravina, consapevole della necessità di un confronto diretto dopo un fallimento che va ben oltre il campo. Presenti i rappresentanti delle leghe e delle associazioni di categoria, a testimonianza di una crisi che coinvolge l’intero movimento, dalla Serie A al calcio dilettantistico, passando per calciatori e allenatori.  In carica dal 2018 e recentemente confermato con un consenso quasi plebiscitario, Gravina ha scelto di fare un passo indietro assumendosi la responsabilità di una gestione che, pur tra luci e ombre, non è riuscita a invertire il declino della Nazionale. Contestualmente, sono state indette nuove elezioni federali per il prossimo 22 giugno, data che potrebbe rappresentare l’inizio di una rifondazione. Ma il terremoto istituzionale non si ferma qui. Anche Gianluigi Buffon, capo delegazione della Nazionale dal 2023 e figura simbolo del calcio italiano, ha annunciato le proprie dimissioni. Le sue parole, cariche di emozione, raccontano il peso umano di una sconfitta condivisa: un dolore profondo, vissuto non solo come ex campione ma come uomo delle istituzioni. Buffon ha spiegato di aver maturato la decisione immediatamente dopo l’ultima gara, salvo poi attendere per rispetto delle dinamiche federali.  Le dimissioni simultanee rappresentano molto più di un semplice cambio ai vertici: sono il segnale evidente di una crisi strutturale che richiede interventi radicali. Dalla formazione dei giovani alla gestione dei campionati, fino all’identità tecnica della Nazionale, tutto sembra oggi in discussione. Il calcio italiano si trova ora davanti a un bivio: continuare su un percorso che negli ultimi anni ha prodotto risultati deludenti, oppure cogliere questa crisi come un’opportunità per ricostruire dalle fondamenta. Le prossime settimane saranno decisive per capire quale direzione verrà intrapresa. Una cosa è certa: il tempo delle riflessioni è finito. È il momento delle scelte.

di Fausto Sacco