Alla vigilia della vendemmia 2026 torna al centro del dibattito la sostenibilità economica della viticoltura irpina. A sollevare la questione è il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, che chiede al Governo di estendere anche ai mesi della raccolta delle uve il credito d’imposta straordinario sul carburante agricolo e alla Regione Campania di convocare rapidamente un tavolo di confronto sul comparto vitivinicolo. La richiesta arriva da uno dei territori simbolo della produzione del Fiano di Avellino DOCG. “Conosciamo direttamente il valore economico, occupazionale e ambientale della viticoltura”, sottolinea Aquino, evidenziando però le difficoltà con cui le aziende si avvicinano alla nuova campagna: costi di produzione ancora elevati e un mercato che rischia di comprimere ulteriormente i margini dei produttori.
L’appello sul costo del carburante
Nel mirino del sindaco c’è innanzitutto il credito d’imposta straordinario fino al 20% previsto per le spese sostenute dalle imprese agricole per l’acquisto di benzina e gasolio nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026. Aquino chiede al Governo di verificare la possibilità di estendere l’agevolazione anche al periodo della vendemmia, quando il fabbisogno di carburante delle aziende agricole aumenta sensibilmente. Durante la raccolta, infatti, si concentrano numerose attività: dalle lavorazioni nei vigneti alla movimentazione delle uve, fino al trasporto e alle operazioni connesse alla trasformazione. Un intervento sul costo del carburante, secondo il sindaco, potrebbe quindi rappresentare un sostegno immediato alla liquidità e alla competitività delle imprese. La richiesta riguarda inoltre il mantenimento delle agevolazioni già previste per il carburante agricolo, comprese le accise ridotte e l’IVA agevolata al 10% nei casi stabiliti dalla normativa.
Un tavolo regionale per il vino irpino
Ma la questione non riguarda soltanto il costo del gasolio. Aquino chiede alla Regione Campania di mettere attorno allo stesso tavolo Comuni degli areali DOCG, Consorzi di tutela, organizzazioni agricole e rappresentanze dei produttori. L’obiettivo è fare il punto sull’andamento dei prezzi delle uve, sui costi di produzione e sulle prospettive della vendemmia 2026, verificando al tempo stesso la possibilità di introdurre ulteriori misure regionali di sostegno. Una richiesta che parte da Montefredane e dall’areale del Fiano di Avellino, ma che guarda all’intero sistema vitivinicolo provinciale. Il riferimento è alle tre denominazioni che rappresentano maggiormente l’identità enologica dell’Irpinia: Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi.
“Difendere le imprese significa difendere il territorio”
La posizione di Aquino lega così la tutela delle denominazioni alla capacità delle aziende di sostenere i costi e continuare a investire. Non soltanto una questione agricola, dunque, ma un tema che coinvolge economia, occupazione e salvaguardia del paesaggio delle aree interne. “La qualità va tutelata partendo dalla sostenibilità economica di chi coltiva i vigneti e investe nelle cantine”, è il senso dell’appello del sindaco, che individua nella tenuta delle imprese vitivinicole una condizione essenziale per il futuro del territorio. Con la vendemmia ormai alle porte, la richiesta è quindi quella di aprire rapidamente un confronto istituzionale. Perché, nel cuore dell’Irpinia del vino, la sfida non è soltanto difendere l’eccellenza delle DOCG, ma creare le condizioni perché chi produce, coltiva e investe possa continuare a farlo in modo economicamente sostenibile.
di Marco Iandolo

