L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno inaugurato una nuova fase di cooperazione strategica con la firma di un protocollo d’intesa che istituisce una cabina di regia per la condivisione dei dati. Questa mossa rappresenta un pilastro fondamentale nella lotta contro l’evasione fiscale e si inserisce nel più ampio contesto delle riforme introdotte dalla delega fiscale. Il fine ultimo è quello di creare un ambiente più trasparente e collaborativo tra fisco e contribuenti, in particolare per quelle imprese che si avvalgono di sistemi avanzati di gestione e controllo del rischio fiscale.
La cooperazione tra le due entità non è una novità, ma con questo nuovo accordo, si formalizza e si intensifica la collaborazione. Entrambe le istituzioni si impegnano a scambiarsi informazioni in maniera più sistematica e coordinata. In questo contesto, la Guardia di Finanza avrà il compito di identificare e segnalare all’Agenzia delle Entrate quelle situazioni che possano indicare possibili casi di evasione, elusione o frode fiscale.
Il fulcro di questa sinergia è il regime di adempimento collaborativo, noto anche come cooperative compliance. Introdotto con il decreto legge n. 128/2015, questo schema è pensato per incentivare un rapporto di proattività e trasparenza tra amministrazione fiscale e grandi aziende. Con il regime, le aziende che manifestano un fatturato annuo inizialmente fissato a non meno di 750 milioni di euro, e che sarà progressivamente abbassato a 500 milioni nel 2026 e 100 milioni nel 2028, possono entrare in un dialogo aperto e continuo con l’Agenzia delle Entrate per anticipare e risolvere possibili problemi fiscali.
Recentemente, il 10 gennaio, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato delle linee guida che delineano le procedure e i parametri per la gestione del rischio fiscale delle imprese che aderiscono a questo sistema. Queste linee guida offrono alle aziende una struttura chiara su come implementare efficacemente un sistema di gestione del rischio che favorisca la trasparenza e la compliance.
Questo nuovo modello di interazione rappresenta un cambiamento significativo nel panorama fiscale italiano. Cerca di replicare il successo di sistemi simili già in atto in altri contesti internazionali, dove la cooperazione preventiva e la gestione del rischio sono diventati standard operativi comuni tra le amministrazioni fiscali e le grandi corporazioni. L’obiettivo è ridurre le controversie, ottimizzare la raccolta delle imposte e, importante, costruire un rapporto di fiducia reciproca tra contribuenti e fisco.
In conclusione, la creazione della cabina di regia tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza segna un passo avanti decisivo verso un sistema fiscale più equo, efficace e trasparente. Con l’espansione progressiva della platea dei soggetti inclusi nel regime di adempimento collaborativo, aumentano le possibilità di un dialogo costruttivo e di una maggiore conformità fiscale, gettando le basi per un futuro in cui l’evasione fiscale è significativamente ridotta, se non eradicata. Resta da vedere come questa teoria verrà applicata nella pratica, ma le premesse sono indubbiamente promettenti.
