Europa lenta nell’era delle decisioni lampo. Mentre il mondo corre, l’Europa cammina. Non è solo la lentezza delle decisioni politiche a frenare il nostro continente, ma il vero problema è che siamo già in ritardo rispetto a processi di innovazione che, altrove, sono realtà consolidate. In Cina, negli Stati Uniti e in altre aree del mondo, l’innovazione – e in particolare l’intelligenza artificiale – non è più una promessa, ma una macchina in moto continuo. Non parliamo più di cambiamenti “da un giorno all’altro”: oggi le trasformazioni arrivano di ora in ora. Nuove idee, nuovi sistemi, nuovi mercati nascono e si affermano prima ancora che da noi si apra un dibattito. La differenza è nel metodo: altrove, il pensiero strategico e creativo si nutre e si completa con l’IA, accelerando la progettazione, l’analisi e la produzione. Questo consente di portare un’idea dal laboratorio al mercato con una velocità impressionante. In Europa, invece, quando riusciamo a scrivere le regole sono già vecchie, pensate per un mondo che, nel frattempo, è andato oltre. Il risultato? Restiamo spettatori in un’arena dove chi innova detta le regole e chi arriva tardi è costretto a subirle. La tecnologia non aspetta, i mercati non aspettano, la competizione globale non aspetta. Se l’Europa vuole davvero essere protagonista, deve smettere di difendere un passato che non tornerà e iniziare a correre – non domani, ma oggi. Perché il tempo dell’innovazione non si misura in anni o in mesi: si misura in ore.
di Salvatore Guerriero, Presidente Nazionale ed Internazionale della CONFEDERAZIONE DELLE IMPRESE NEL MONDO PMI INTERNATIONAL

