È morto a 97 anni Roberto Costanzo, storico esponente della Democrazia Cristiana e protagonista della vita politica e istituzionale del Sannio e della Campania nel secondo Dopoguerra. Con la sua scomparsa viene meno una delle figure più autorevoli e longeve della tradizione democristiana, un uomo che ha attraversato decenni di storia politica italiana mantenendo sempre un forte legame con il territorio e, in particolare, con il mondo agricolo e le aree interne. A ricordarlo, con parole cariche di affetto e riconoscenza, è Gianfranco Rotondi, deputato della Democrazia Cristiana. “È con vivo dolore che annuncio la scomparsa, a 97 anni, di Roberto Costanzo, decano dei democristiani”, ha dichiarato Rotondi, ricordando il lungo percorso politico dell’esponente sannita. Costanzo fu più volte deputato europeo e assessore regionale della Campania, oltre a ricoprire importanti incarichi nella Direzione nazionale della Democrazia Cristiana, nell’area dorotea. Insieme a Vetrone fu inoltre tra i fondatori della Coldiretti, legando il proprio impegno politico a una profonda conoscenza del mondo agricolo e delle sue trasformazioni. “Era il più anziano dirigente della Dc ancora in vita”, sottolinea Rotondi, che ricorda anche un episodio recente e particolarmente significativo. Costanzo, nonostante l’età, aveva partecipato con un vigoroso comizio all’ultima campagna elettorale regionale campana a sostegno della Democrazia Cristiana. “Disse che non dovevamo scoraggiarci e che lui ci sarebbe stato accanto. Sono certo che ci accompagnerà ancora”, conclude Rotondi.

Parole di profondo cordoglio arrivano anche dal sindaco di Benevento Clemente Mastella, che affida a una nota il ricordo di quello che definisce “un grande protagonista della politica sannita del Secondo Dopoguerra”. “Diciamo addio in questo assolato sabato agostano ad un grande protagonista della politica sannita del Secondo Dopoguerra: Roberto Costanzo”, scrive Mastella. Nel ricordo del sindaco emerge soprattutto la capacità di Costanzo di unire concretezza amministrativa e profondità di analisi politica. Un tratto che, secondo Mastella, trovò una delle sue espressioni più significative nel volume La Campania non finisce a Capodichino, considerato un riferimento nel dibattito sul rapporto tra le aree interne e le zone costiere e metropolitane. “In lui la concretezza del fare si univa ad un pensiero politico raffinato”, osserva Mastella, ricordando come il libro di Costanzo abbia rappresentato un importante contributo alla riflessione sulla necessità di una riscossa delle aree interne, ancora oggi alle prese con il difficile rapporto con i grandi centri urbani e le aree costiere. Un tema che Costanzo aveva affrontato per decenni, con determinazione e competenza, anche attraverso il suo impegno nelle istituzioni regionali. Mastella ricorda inoltre la straordinaria conoscenza che Costanzo aveva del settore primario e dell’agricoltura sannita. “Ebbe sempre l’acutezza di capire che il settore primario si evolveva – sottolinea – e il Sannio aveva urgenza di non perdere altri treni. Dell’agricoltura sannita era un conoscitore incredibile”. Nel messaggio del sindaco c’è anche il ricordo di un rapporto personale costruito nel tempo, franco e sincero, nonostante le diverse strade percorse nella lunga esperienza politica. “Il mio rapporto con lui fu franco, sincero e mai costruito”, racconta Mastella, riconoscendo come la politica non sempre consenta di condividere gli stessi spazi e gli stessi percorsi, anche quando si proviene dalla stessa tradizione. “La politica non sempre consente di abitare gli stessi spazi e percorrere gli stessi sentieri, anche quando, come per noi, la casa è comune e la nostra casa è sempre stata la Dc”. Un legame rimasto comunque autentico fino agli ultimi anni. Mastella ricorda, in particolare, gli ultimi appuntamenti pubblici condivisi con Costanzo, tra cui la presentazione del suo libro dedicato alla Democrazia Cristiana sannita. “L’amarcord si congiungeva alla stima e all’affetto”, conclude Mastella. Poi un semplice, ma significativo saluto: “Buon viaggio Roberto”. Con la morte di Roberto Costanzo il Sannio perde una memoria storica della propria vicenda politica, istituzionale e agricola. Una figura capace di attraversare stagioni profondamente diverse della politica italiana senza interrompere mai il rapporto con il territorio e con quella Democrazia Cristiana che aveva rappresentato per lui non soltanto una formazione politica, ma una vera e propria scuola di impegno civile.
di Fausto Sacco


