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Agnelli o lupi.

In OPINIONE
Agosto 20, 2024
Il punto della situazione di Domenico Salerno …….

Per la prima volta, e grazie a Federcontribuenti, è stato realizzato e reso pubblico uno studio, mai smentito da Fiat e company, che ha calcolato in 220 MILIARDI DI EURO versati dallo Stato italiano a vario titolo alla casa torinese nel periodo 1975-2012, tra casse integrazioni, prepensionamenti, rottamazioni, nuovi stabilimenti in gran parte finanziati con risorse pubbliche e contributi statali sotto varia forma. I periodi esaminati sono inferiori ovviamente ai periodi di ottenimento dei vari contributi ed elargizioni per i quali non esiste una stima effettiva. Secondo Umberto Mancini, giornalista economico che scrive su importanti quotidiani nazionali, “fanno poi sorridere le parole di John Elkan quando dice che nella “nostra storia non abbiamo mai avuto bisogno di avere lo Stato nel nostro capitale”. Se lo Stato è rimasto fuori dal capitale, miliardi di soldi pubblici sono entrati nelle casse dell’azienda e soprattutto hanno consentito ai soci Agnelli & Co. di incassare utili più che generosi.  Lo spunto a queste riflessioni viene fornito dalle dichiarazioni di Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis: l’Italia – dice il manager all’agenzia Bloomberg – dovrebbe fare di più per proteggere i suoi posti di lavoro nel settore automobilistico anziché attaccare Stellantis per il fatto che produce meno nel nostro Paese.  Per fortuna la Presidente del Consiglio Meloni e i ministri competenti hanno immediatamente risposto alle affermazioni di Tavares che sembrano addirittura provocatorie rispetto alla realtà che vede gli stabilimenti italiani di Stellantis diminuire sempre più la produzione di autovetture e l’assenza dai  piano strategici futuri delle installazioni industriali italiane. Provocatorie e beffarde se si pensa che lo Stato italiano, complice il Movimento Cinque Stelle e il suo leader Conte di recente, hanno fatto garantire allo Stato italiano una fideiussione di sei miliardi di euro che ha consentito alla famiglia Agnelli di ripartire circa tre miliardi di euro di utili trasferendoli immediatamente in Lussemburgo e in Liechtenstein.   Il metodo Agnelli si è perpetrato nei decenni realizzando una catena di connivenze, tessendo una rete di sodali nei punti significativi del potere economico-politico-finanziario, diventando così “sistema”, appunto sistema di potere che facendo balenare l’allontanamento dall’Italia della produzione automobilistica diventava arma di ricatto.  Al ricatto hanno voluto soccombere gli apparati dello Stato, i sindacati, la società civile che non hanno saputo ribellarsi ad un sistema iniquo e con risvolti illeciti e zone d’ombra malavitose.  L’Italia per la famiglia Agnelli ha salassato il bilancio dello Stato ed il Sistema  Agnelli ha di fatto impedito anche la realizzazione di un sano capitalismo industriale italiano.  Le ultime vicende legate ai litigi familiari, vere e proprie guerre e faide che vedono fratelli, figli, madri e nonni tutti uno contro l’altro non costituiscono un bell’esempio di comportamento civile e umano. Senza entrare nel merito e voler emettere giudizi sui fatti oggetto di attenzione dei media e della magistratura, non si può non rilevare il degrado umano che emerge dalle accuse e dai comportamenti che i familiari Agnelli espongono e si rinfacciano.  Sullo sfondo resta uno Stato italiano gabbato da questi personaggi che continuano ad ostentare ricchezza offendendo la massa dei cittadini italiani  gravati da problemi economici pesanti.  Contemporaneamente agli ultimi eventi e fatti tutti in negativo per i quali vengono attenzionati gli Agnelli, con dolore dobbiamo annotare che alcuni manager e dirigenti di Stellantis risultano indagati per la morte di un operaio  Domenico Fatigati, avvenuta nello stabilimento di Pratola Serra. La morte di un lavoratore lascia sgomenti e desiderosi di un accertamento preciso e puntuale delle eventuali responsabilità.  Se pure possa esistere un dubbio rispetto alla definizione di Agnelli o lupi, vi è certezza su chi sono e sono stati il pollaio ed i polli: il bilancio dello Stato italiano e i cittadini italiani.

di Domenico Salerno