Massimiliano Allegri, storico tecnico dei bianconeri, si appresta a celebrare un traguardo di prestigio nella sua carriera alla guida della Juventus: con la prossima partita contro il Frosinone, raggiungerà le 400 partite da allenatore del club. Ma nonostante questo significativo traguardo, c’è qualcosa che gli pesa sul cuore in questa stagione: la mancanza della competizione europea più prestigiosa, la Champions League.
In una riflessione nostalgica, ma al contempo carica di speranza, Allegri ha esposto i suoi sentimenti al riguardo: “Di queste 400 partite non ne cancellerei nemmeno una, perché nel calcio si vive di grandi sfide: quest’anno mi manca e ci manca tanto la Champions”. È una confessione chiara di un uomo che ha già assaporato le dolcezze e le amarezze dei palcoscenici europei, e che sembra desiderare ardentemente il ritorno alla competizione che fa brillare gli occhi di giocatori, allenatori e tifosi.
Non si può dimenticare che Allegri ha portato la vecchia signora a due finali di Champions League nel 2015 e nel 2017, entrambe perse, ma che comunque hanno contribuito a consolidare il prestigio internazionale della squadra. La stagione corrente, quindi, è percepita in qualche modo come un passo indietro, senza quelle serate europee sotto le luci dei riflettori che la Juve aveva vissuto quasi come certezze negli ultimi anni.
Sotto la guida di Allegri, la Juventus ha comunque mantenuto il proprio dominio in campo nazionale, vincendo campionati e coppe Italia consecutivamente. Ecco perché l’allenatore non perde l’ambizione di continuare a lottare: “È normale avere pressioni qui perché si lavora per arrivare al massimo”, sostiene con determinazione. “Dobbiamo avere l’ambizione per ottenere e per fare il massimo: pensiamo alla coppa Italia, possiamo arrivare in semifinale e poi ci ritufferemo sul campionato”, aggiunge, delineando gli obiettivi a breve termine della squadra.
Mentre i bianconeri continuano il loro cammino in Coppa Italia e in campionato, lo sguardo di Allegri alle volte si perde verso l’orizzonte, dove si trova quella Champions che tanto manca a lui e ai suoi ragazzi. Il tecnico non si arrende né si dimette al fatalismo, conscio che il calcio è fatto di cicli e che la grandezza di una squadra come la Juventus si misura anche nella capacità di rialzarsi dopo le battute d’arresto. Con la grinta e la saggezza di chi ha già visto e vissuto molte battaglie, Allegri continua a lavorare per costruire il futuro della Juventus, con la speranza di riportarla presto a competere per quel sogno europeo che, per ora, è solo un anelito nel cuore di Torino.
