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Atripalda, terreni agricoli trasformati in edificabili: stangata Imu sui cittadini

In AVELLINO, CAMPANIA
Febbraio 13, 2026
Ardolino (Acai Onlus): “Scelte incomprensibili del Comune, si colpiscono famiglie e piccoli proprietari solo per fare cassa”.

Un aumento improvviso e spropositato delle cartelle Imu, recapitato a cittadini ignari che si sono ritrovati a pagare imposte molto più alte su terreni agricoli, trasformati d’ufficio in aree edificabili. È questa la conseguenza più evidente delle recenti modifiche al Piano Urbanistico Comunale di Atripalda, finite al centro di una dura denuncia pubblica da parte di Giovanni Ardolino, presidente nazionale dell’associazione Acai Onlus.   Secondo Ardolino, l’amministrazione comunale avrebbe introdotto nuove zone edificabili in aree rurali senza alcuna reale giustificazione urbanistica, provocando un effetto immediato sulle imposte dovute dai proprietari: “Da mesi – afferma – registriamo segnalazioni di cittadini che ricevono cartelle Imu salatissime, spesso aggravate da sanzioni, senza nemmeno sapere perché i loro terreni siano diventati edificabili”.   Le modifiche al Puc, risalenti a circa un anno fa, sono state adottate dalla giunta guidata dal sindaco Paolo Spagnuolo. Una scelta che, secondo l’associazione, appare del tutto scollegata dalla realtà socio-economica del territorio. “Atripalda – sottolinea Ardolino – non vive alcuna fase di espansione edilizia. Al contrario, è una cittadina che risente di una crisi strutturale, inserita in un contesto territoriale fragile, con evidenti difficoltà economiche e sociali”.  Il punto centrale della critica riguarda l’utilità concreta di queste nuove aree edificabili. Molti dei terreni coinvolti, infatti, non sarebbero mai realmente utilizzabili a fini edilizi, ma subiscono comunque una rivalutazione fiscale automatica, con un aggravio pesante per i proprietari.   “In pratica – denuncia Acai Onlus – si paga per un valore teorico, che non corrisponde a nessuna possibilità reale di sviluppo”.   Per Ardolino, l’operazione avrebbe un solo obiettivo: aumentare il gettito comunale. “A meno che non emergano motivazioni diverse e finora taciute – afferma – è evidente che si tratti di un modo per fare cassa, mettendo ancora una volta le mani nelle tasche dei cittadini, soprattutto delle fasce più deboli”.   Nella parte finale del suo intervento, il presidente di Acai allarga lo sguardo anche ad altre esperienze amministrative degli stessi esponenti politici, citando presunti problemi gestionali e finanziari in enti pubblici di Avellino e Mercogliano, dove sindaco e vicesindaco di Atripalda avrebbero ricoperto ruoli di responsabilità.  Un quadro che, secondo l’associazione, confermerebbe una gestione politica inadeguata e poco attenta ai reali bisogni della comunità. “I cittadini – conclude Ardolino – non possono continuare a pagare gli errori di una classe dirigente che si dimostra incapace di programmare lo sviluppo e preferisce scaricare i costi sulle famiglie”.

di Marco Iandolo

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