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Attentato a Sigfrido Ranucci, indagato Valter Lavitola: perquisita la sua abitazione

In CRONACA, IN EVIDENZA
Luglio 06, 2026
La Direzione Distrettuale Antimafia ipotizza che l'ex giornalista-editore possa essere il mandante dell'attentato avvenuto lo scorso ottobre a Roma. Sequestrati computer e telefoni durante le perquisizioni. L'inchiesta entra in una fase decisiva.

Si allarga l’inchiesta sull’attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci. La Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha iscritto nel registro degli indagati l’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola, ritenuto dagli investigatori il presunto mandante dell’azione intimidatoria avvenuta nell’ottobre dello scorso anno nella Capitale.  Nella mattinata di oggi, su delega dei pubblici ministeri della DDA, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e della Compagnia di Frascati hanno eseguito una perquisizione nei confronti di Lavitola, sequestrando telefoni cellulari, computer e altro materiale informatico che sarà ora sottoposto ad approfonditi accertamenti tecnici.  Secondo gli elementi raccolti nel corso delle indagini, gli inquirenti ritengono che l’imprenditore possa aver avuto un ruolo nell’organizzazione dell’attentato contro il conduttore di “Report“. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi investigativa ancora tutta da verificare nelle successive fasi dell’inchiesta e, se del caso, in sede processuale.  L’indagine aveva già registrato nei giorni scorsi una significativa svolta con l’arresto di quattro persone ritenute gli esecutori materiali dell’attentato. Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire l’intera catena organizzativa e di individuare eventuali mandanti e moventi che avrebbero portato all’azione contro il giornalista della Rai. Il nome di Valter Lavitola non è nuovo alle cronache giudiziarie. Negli anni passati è stato coinvolto in diverse vicende processuali che hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica. Tuttavia, anche in questo caso, l’iscrizione nel registro degli indagati non costituisce una prova di colpevolezza né anticipa l’esito del procedimento giudiziario. L’inchiesta della Procura di Roma prosegue ora attraverso l’analisi del materiale sequestrato e degli ulteriori riscontri investigativi, con l’obiettivo di chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali responsabilità. L’attenzione resta alta su un caso che tocca direttamente il tema della libertà di stampa e della tutela dei giornalisti impegnati in delicate inchieste di interesse pubblico. Gli sviluppi delle prossime settimane potrebbero fornire nuovi elementi utili a delineare con maggiore precisione il quadro investigativo.

di Fausto Sacco