La Democrazia Cristiana con Rotondi riaccende l’attenzione sulle condizioni della Casa Circondariale di Bellizzi Irpino, ad Avellino, una realtà da tempo al centro di segnalazioni e denunce da parte delle organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria e in particolare UIL. Secondo i dati raccolti dal partito, l’istituto ospita oltre 630 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 500 posti. Una condizione aggravata dal fatto che due sezioni — una per il regime di alta sicurezza e una ex Art. 32 — restano non operative, aumentando la pressione su reparti già sovraccarichi. Alle difficoltà legate al sovraffollamento si aggiunge la carenza di personale: a fronte delle 212 unità previste, gli agenti effettivamente in servizio sarebbero poco più di 200, numero ulteriormente ridotto da distacchi e assegnazioni esterne. Una situazione che, secondo le testimonianze raccolte, comporterebbe turni molto prolungati e una gestione complessa dei reparti, spesso con un solo agente a coordinare nuclei numerosi di detenuti. Preoccupano anche le condizioni delle infrastrutture. Dopo gli eventi sismici che hanno interessato la provincia, non sarebbe stato definito un piano specifico di verifica e intervento per il carcere, mentre persistono criticità igienico-sanitarie. La sospensione dell’erogazione idrica durante le ore notturne, che riguarda anche l’infermeria, è indicata come una delle principali problematiche. Ulteriori elementi di fragilità riguardano il reparto ospedaliero presso l’Ospedale “Moscati”, gestito tramite gara annuale, e la scarsità di attività trattamentali e rieducative, limitate a pochi detenuti a causa della mancanza di spazi e personale. Anche il padiglione De Vivo, nato per percorsi di trattamento intensificato, risulta oggi coinvolto nella gestione dell’emergenza sovraffollamento. “La situazione del carcere di Avellino richiede un intervento immediato — evidenzia la Democrazia Cristiana —. L’obiettivo è garantire condizioni più dignitose per chi lavora e per chi sta scontando la pena, restituendo efficienza a un istituto fondamentale per il territorio”.
di Marco Iandolo

