Il nuovo anno si aprirà con un aumento dei pedaggi autostradali. A partire dal 1° gennaio 2026, scatteranno infatti gli adeguamenti tariffari lungo la rete autostradale italiana, dopo che una sentenza della Corte Costituzionale ha impedito il congelamento delle tariffe previsto dal governo. A chiarire le ragioni dell’aumento è stato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), che in una nota ufficiale ha spiegato come la decisione dei giudici costituzionali abbia di fatto annullato il tentativo dell’esecutivo — e in particolare del ministro Matteo Salvini — di mantenere invariati i pedaggi fino alla definizione dei nuovi piani economico-finanziari (Pef) regolatori. Secondo il Mit, lo stop imposto dalla Consulta ha “vanificato lo sforzo” del governo, che puntava a una fase transitoria per rivedere complessivamente il sistema tariffario, legandolo a nuovi criteri di regolazione, investimenti e qualità del servizio. Senza il congelamento, le concessionarie potranno dunque applicare gli adeguamenti previsti dai contratti in essere. L’aumento dei pedaggi rischia ora di avere un impatto diretto su automobilisti, pendolari e imprese di trasporto, in un contesto economico già segnato dall’aumento dei costi energetici e dall’inflazione. Non sono ancora noti nel dettaglio gli incrementi che verranno applicati sulle singole tratte, ma l’entrata in vigore della misura è ormai certa. Il tema dei pedaggi autostradali torna così al centro del dibattito politico, con il governo chiamato a trovare nuove soluzioni per conciliare sostenibilità economica delle concessioni, tutela degli utenti e rispetto dei vincoli costituzionali. Nel frattempo, per chi viaggia in autostrada, il 2026 inizierà con un conto più salato.
di Fausto Sacco

