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Avellino, revoca illegittima del Direttore Generale: condannata Irpiniambiente

In AVELLINO, CAMPANIA
Maggio 01, 2026
La Corte d’Appello di Napoli dà ragione al Prof. Masucci: risarcimento da oltre 84mila euro e riconosciuta la correttezza della gestione.

La Corte di Appello di Napoli ha stabilito che la revoca anticipata dell’incarico di Direttore Generale conferito al Armando Masucci da parte di Irpiniambiente S.p.A. è stata illegittima.   Con sentenza pronunciata il 29 aprile 2026, i giudici di secondo grado hanno accolto il ricorso presentato dal Prof. Masucci, assistito dall’avvocato Ettore Freda, condannando la società al pagamento di un risarcimento pari a 84.664,02 euro, oltre interessi e rivalutazione monetaria. Irpiniambiente è stata inoltre condannata al pagamento di due terzi delle spese processuali.  Al centro della vicenda, la decisione di interrompere anticipatamente il rapporto con l’allora Direttore Generale, una scelta che — secondo quanto accertato dalla Corte — non era supportata da motivazioni valide. La sentenza ha infatti escluso la sussistenza di ragioni idonee a giustificare la revoca disposta dal Presidente della Provincia di Avellino, confermando di fatto la correttezza dell’operato manageriale del Prof. Masucci durante il suo mandato.  Un pronunciamento che assume particolare rilievo anche alla luce del ruolo attualmente ricoperto da Masucci, oggi Presidente del Comitato per l’Ecolabel UE e per l’Ecoaudit (EMAS). L’organismo, impegnato nell’attuazione dei regolamenti europei (CE) n. 66/2010 e n. 1221/2009, opera in raccordo tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentando l’Italia nei contesti istituzionali europei. La decisione della Corte segna dunque un punto fermo nella vicenda, riconoscendo non solo il danno subito dal Prof. Masucci, ma anche la legittimità e l’integrità del suo operato alla guida della società.

di Marco Iandolo