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Commercio al centro del dibattito elettorale: visioni a confronto ad Avellino

In ATTUALITA', AVELLINO, CAMPANIA, IN EVIDENZA
Maggio 13, 2026
Festa punta sugli eventi, Pizza su un piano strutturale condiviso, Nargi su distretti e riqualificazione diffusa. Confesercenti lancia l’allarme: “Rischio desertificazione commerciale”.

Il futuro del commercio e della vitalità del centro urbano torna protagonista della campagna elettorale ad Avellino. Nel confronto promosso da Confesercenti, i tre candidati alla carica di sindaco hanno illustrato strategie e priorità per affrontare una delle questioni più delicate per il capoluogo irpino: il rilancio delle attività economiche, la tenuta del commercio di prossimità e la capacità della città di tornare attrattiva per l’intero territorio provinciale.

Festa: eventi e grandi flussi come leva di rilancio

Gianluca Festa ha rivendicato l’impostazione della sua precedente amministrazione, fondata sulla valorizzazione degli eventi come strumento di crescita economica e sociale. Secondo Festa, manifestazioni di richiamo sarebbero in grado di generare presenze significative in città, con ricadute positive sulle attività commerciali e sul settore della ristorazione.  L’ex sindaco ha citato come esempio iniziative capaci di attirare decine di migliaia di visitatori, sostenendo che tali flussi abbiano contribuito a nuove aperture nel centro storico e nel comparto food & beverage. Sul piano urbanistico, ha inoltre rilanciato l’ipotesi di un’area fieristico-mercatale nell’ex Isochimica, vista anche come occasione di riqualificazione di una delle aree più complesse della città.

Pizza: un piano condiviso per evitare la crisi del commercio

Più critica l’analisi di Nello Pizza, che ha descritto il comparto commerciale come “sull’orlo del baratro”. Per il candidato, il rilancio non può prescindere dalla costruzione di un piano organico condiviso con associazioni di categoria, commercianti ed esperti del settore. Pizza ha sottolineato la necessità di superare interventi frammentari o squilibri tra diverse aree cittadine, puntando invece su una strategia complessiva capace di rafforzare l’identità di Avellino. In questa prospettiva, la vivibilità urbana e l’efficienza dei servizi diventano condizioni imprescindibili per restituire centralità al commercio di prossimità.

Nargi: eventi diffusi, quartieri e rigenerazione urbana

Laura Nargi ha rivendicato la continuità del proprio percorso amministrativo, incentrato su una strategia mista tra eventi diffusi e politiche strutturali. L’impostazione proposta punta su micro-iniziative distribuite durante l’anno, sul rafforzamento dei distretti del commercio e su strumenti di promozione territoriale come “Compra ad Avellino”.  Tra i temi affrontati anche quello della mobilità e della sosta, con riferimento ai primi minuti gratuiti nei parcheggi, e la necessità di una riqualificazione estesa non solo al centro storico ma anche ai diversi quartieri cittadini. Sul futuro dell’ex Isochimica, Nargi ha ipotizzato una riconversione multifunzionale ispirata a modelli come la Fabbrica del Vapore di Milano, con spazi dedicati a formazione, cultura, fiere ed eventi.

Confesercenti: “Serve una strategia contro la desertificazione commerciale”

A fare da sfondo al confronto, la preoccupazione espressa da Confesercenti attraverso il suo presidente provinciale Giuseppe Marinelli. Il commercio di vicinato viene definito non solo come attività economica, ma come vero e proprio presidio sociale del territorio.  Secondo l’associazione, la perdita di attrattività di Avellino rischia di tradursi in una progressiva desertificazione commerciale, aggravata da fattori come l’aumento dei costi, la crisi dei consumi e l’assenza di flussi turistici stabili. Un fenomeno che, oltre a incidere sull’economia locale, avrebbe ricadute dirette sul tessuto urbano, contribuendo allo svuotamento delle strade e alla perdita di valore degli immobili.

di Marco Iandolo