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Avellino, scuola, in Irpinia sei nuovi dirigenti: si chiude la stagione delle reggenze

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Agosto 22, 2026
Dal primo settembre incarichi a tempo indeterminato in sei istituti della provincia di Avellino. Aquino (Lega): “Più stabilità e continuità per le scuole. Ora la Legge Montagna può rafforzare le autonomie delle aree interne”.

La scuola irpina si prepara a una nuova fase sul fronte della dirigenza scolastica. Dal primo settembre, infatti, sei istituzioni scolastiche della provincia di Avellino potranno contare su un dirigente titolare, mettendo fine alla stagione delle reggenze che negli ultimi anni ha interessato diversi istituti del territorio. A sottolineare il significato del provvedimento è Ciro Aquino, presidente provinciale della Lega di Avellino, che saluta le nuove assegnazioni come “un risultato importante” per il sistema scolastico irpino. Le nomine riguardano l’IC Atripalda De Amicis-Masi, l’IC San Tommaso-Francesco Tedesco di Avellino, l’IC C. Caruso di Altavilla Irpina, l’istituto Giovanni XXIII di Montefalcione, l’IC Montemiletto e l’Istituto superiore Aeclanum di Mirabella Eclano.  Il provvedimento si inserisce nel quadro delle immissioni in ruolo dei dirigenti scolastici per l’anno scolastico 2026/2027. Per la Campania il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha autorizzato un contingente di 25 posti, mentre in questa fase l’Ufficio scolastico regionale ha proceduto a 18 assunzioni a tempo indeterminato.  Per Aquino, la presenza di dirigenti titolari rappresenta soprattutto una questione di stabilità amministrativa e di continuità nella gestione degli istituti. Le reggenze, pur consentendo alle scuole di garantire la propria operatività, comportano infatti una gestione affidata a dirigenti già impegnati in altri istituti. Una situazione che, soprattutto nei territori più fragili e caratterizzati da una forte dispersione geografica, può rendere più complessa la programmazione di lungo periodo.  “Avere un dirigente stabilmente alla guida di una scuola – osserva Aquino – significa assicurare maggiore continuità amministrativa, programmazione e presenza sul territorio”.  Il presidente provinciale della Lega rivolge quindi un ringraziamento al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, attribuendo al Governo il merito di aver rafforzato, con queste nuove immissioni, la presenza della dirigenza scolastica anche in provincia di Avellino.  Ma il tema della scuola si intreccia, nelle parole di Aquino, con quello più ampio delle politiche per le aree interne. Ed è qui che entra in gioco la cosiddetta Legge Montagna, promossa dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli.  L’obiettivo indicato dalla Lega è utilizzare i nuovi strumenti destinati ai territori montani per affrontare alcune delle criticità strutturali che caratterizzano l’Irpinia: calo demografico, spopolamento, distanza dai principali centri e frammentazione territoriale.   La partita, dunque, non riguarda soltanto la copertura delle sedi dirigenziali. Sullo sfondo c’è la tenuta stessa della rete scolastica nei piccoli comuni e nelle aree interne, dove la scuola rappresenta spesso uno dei pochi presìdi pubblici ancora presenti sul territorio.  “La scuola nei piccoli comuni non è soltanto un servizio: è un presidio dello Stato e uno strumento fondamentale contro lo spopolamento”, sottolinea Aquino, indicando nella stabilità delle istituzioni scolastiche uno degli elementi da tutelare per garantire la permanenza delle comunità.  Il messaggio politico della Lega irpina è quindi duplice: da un lato rivendicare le sei nuove nomine come un passo avanti nella gestione delle scuole; dall’altro chiedere che le politiche nazionali tengano conto delle specificità delle province interne e dei piccoli comuni. La sfida, per l’Irpinia, resta quella di trasformare le nuove assegnazioni in una condizione strutturale di maggiore stabilità, evitando che le reggenze tornino a rappresentare una soluzione ordinaria. In questa prospettiva, secondo Aquino, scuola e politiche per la montagna possono procedere lungo la stessa direttrice: mantenere aperti e pienamente operativi i presìdi pubblici e contrastare gli effetti dello spopolamento. Per una provincia come Avellino, dove la questione demografica si intreccia con quella dei servizi essenziali, la scuola diventa così anche un banco di prova della capacità delle istituzioni di garantire presenza, continuità e prospettive alle comunità delle aree interne.

di Marco Iandolo