Sono sedici le persone indagate dalla Procura di Avellino per truffa aggravata ai danni dello Stato nell’ambito di un’inchiesta sul cosiddetto Super Ace, il credito d’imposta introdotto dal decreto legge 73 del 2021 per incentivare il rafforzamento patrimoniale delle imprese. Per tutti è stato emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Gli indagati, tutti legali rappresentanti di società di capitali differenti, secondo la ricostruzione investigativa avrebbero utilizzato un meccanismo finalizzato a ottenere indebitamente benefici fiscali attraverso la comunicazione di aumenti di capitale che, secondo l’ipotesi accusatoria, non sarebbero mai stati effettivamente realizzati. L’attività investigativa è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Avellino, che avrebbe ricostruito il presunto meccanismo attraverso l’analisi della documentazione trasmessa all’Agenzia delle Entrate. In particolare, ciascun indagato, nella veste di amministratore della propria società, avrebbe comunicato all’amministrazione finanziaria un incremento del capitale proprio utilizzando l’apposito modello previsto dalla normativa. L’aumento di capitale, tuttavia, sarebbe stato soltanto dichiarato e non concretamente effettuato. Sulla base di quelle comunicazioni, le società avrebbero ottenuto il relativo credito d’imposta Super Ace, previsto per le imprese che avessero rafforzato il proprio capitale nel periodo successivo al 31 dicembre 2020. È proprio questo il punto centrale dell’inchiesta: secondo la Procura, in assenza dei presupposti richiesti dalla legge, i crediti d’imposta sarebbero stati indebitamente ottenuti, con conseguente danno per l’Erario. Per ciascuno degli episodi contestati viene inoltre ipotizzata l’aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità. Tra le persone coinvolte nell’indagine figurano A.L., di Avellino, difeso dall’avvocato Michele Scibelli; P.M., di Montoro, assistito dall’avvocato Vincenzo Molaro del foro di Nola; M.R.A., difesa dall’avvocato Gerardo Santamaria; O.V.; F.M.A., difesa dall’avvocata Sabina Morgera; R.C., assistito dall’avvocato Domenico Festa; e G.F., difeso dall’avvocato Annibale Schettino.
Nell’elenco figurano inoltre C.F., difeso dall’avvocato Alessandro Pillitu del foro di Roma; T.M., assistita dagli avvocati Raffaele Bizzarro e Alessia Errichiello; G.M., detenuto presso la casa circondariale di Bellizzi Irpino e difeso dall’avvocato Fabio Tulimiero; D.M., assistito dall’avvocato Generoso Pagliarulo; M.M., difeso dall’avvocato Rolando Iorio; L.N., che ha nominato l’avvocato Antonio Iuliucci; I.P., 90 anni, residente a Cervinara, difesa dagli avvocati Francesco Mosca e Pasquale Mosca; A.R., assistito dall’avvocato Giuseppe Di Gaeta; e T.V., difeso dall’avvocato Roberto Romano. Con l’avviso di conclusione delle indagini, gli indagati e i loro difensori potranno ora esercitare le facoltà previste dalla legge e presentare eventuali memorie, produrre documenti o chiedere di essere interrogati. Saranno quindi le successive determinazioni della Procura a stabilire gli sviluppi dell’inchiesta.
di Marco Iandolo

